Carlotta Natoli: intervista esclusiva a Monica di ‘Tutti pazzi per amore’ e non solo

Carlotta Natoli e Alessio Boni in un immagine di 'Tutti Pazzi per Amore'

CARLOTTA NATOLI INTERVISTA ESCLUSIVA –
Siamo oggi onorati di avere con noi a DirettaNews Carlotta Natoli.
L’attrice vive un momento di grazia con il riuscitissimo personaggio di Monica nel serial ‘Tutti Pazzi per Amore’, che in questi giorni ha lanciato le riprese per la terza serie. Ma Carlotta è un’attrice consolidata del circuito cinema-tv del nostro paese, nonchè figlia d’arte del grandissimo Pietro Natoli. Ci ha concesso una lunga e interessante intervista.


Hai iniziato prestissimo nel mondo dello spettacolo, correggimi se sbaglio, a soli nove anni recitavi già in ‘Con…fusione’ per la regia di tuo padre, Piero. Cosa rappresenta ora per te questo mondo?

Esatto avevo otto anni per l’esattezza. All’epoca era un’esperienza -come si direbbe- di artigianato tutto era molto più semplice e fluido. Oggi combattiamo con un mondo troppo competitivo, il mio sforzo rimane però allineato all’insegnamento di quando con mio padre comprendevo senza sforzo che il nostro mestiere è fatto soprattutto di generosità e solidarietà. Il nostro lavoro ha molto a che fare con uno ‘sforzo amoroso’ in cui sono premiati anche la tenacia e la resistenza dell’impegno.

Tante polemiche e tanto clamore intorno all’Italia che crolla, come pensi che lo spettacolo si possa salvare?

L’unico difficilissimo modo che abbiamo è quello di mantenere viva la fiducia. Non smettere di credere, credere nelle differenze e non nell’omologazione, prendere dei rischi in prima persona contro il ‘perbenismo’ del pensiero e contro la volgarità. Credere nel principio di solidarietà. Per quel che riguarda la parte tecnica la risposta sarebbe molto complessa e prolissa quindi mi limito per ora a queste considerazioni.

Tanto cinema, ma anche tanta televisione. Tutti ti hanno notato nella serie ‘Distretto di polizia’, cosa ci racconti di quell’avventura?

Distretto di polizia ha inaugurato un mio successo popolare, all’epoca fu molto strano e complicato da gestire… ho iniziato a comprendere cosa significasse avere un ‘mercato’ di riferimento e una modalità di lavoro molto diversa da quella che conoscevo. Fu un’esperienza particolarmente felice, ricordo che volevamo inaugurare una televisione di ‘qualità’ e per questo serviva coesione, spirito di adattamento e motivazione. Gli attori professionisti non cedevano ad
alcune tentazioni a cui inevitabilmente la tv ti spinge, dati i tempi di lavoro. Di quell’esperienza serbo soprattutto un grande amore per i rapporti umani che ho avuto la fortuna di sviluppare primo fra tutti -ovviamente- quello con Giorgio Tirabassi, che reputo un attore straordinario e un amico unico!


‘Tutti Pazzi per amore’ è stato un grande successo di critica e di pubblico, il mondo del serial tv italiano è cambiato con questa opera. Tu sei diventata famosa per il ruolo di Monica, e intanto spopolano sul web i fan club per questo personaggio. Cosa ne pensi?

Non saprei… sono sempre spaesata riguardo a ciò che viene detto. Non mi sento più sicura oggi che vent’anni fa…no, direi anzi che mi sento più fragile. Quindi per quanto mi riguarda sono riconoscente verso chi ‘vede’ qualche cosa di buono nel mio lavoro. Ma per riconoscere a me stessa un valore ho sempre bisogno di più tempo e di maggior sedimentazione altrimenti non riesco a giudicarmi. Per quello che riguarda la serie invece sono convinta che si sia trattato di un bel rischio, corso in primo luogo dal produttore Carlo Bixio da poco scomparso e che ringrazio proprio per aver creduto in un prodotto – come si dice- completamente nuovo, atipico e azzardato. Questo dovrebbe indurre altri produttori a correre nuovi rischi, a scovare e stimolare e sostenere la nascita di nuove idee!

Il mondo del cinema e quello della televisione, che sono di tua competenza, dove ti sei trovata meglio e perchè?

Televisione e cinema si sfiorano ma non si toccano tranne che in rari casi. Sono due esperienze diversissime. Trovarsi bene o male in una situazione è solo questione di carattere perchè per il resto tutto ‘serve’ o può servire a crescere, comprendere, arricchirsi . Mi manca tanto la mia origine cinematografica, mi manca quello spirito e quelle motivazioni . Ecco perchè essere brevemente presente nel film di Edoardo Leo è stato un bellissimo regalo. Ciò non toglie che alle volte la televisione offre la possibilità di incarnare ruoli molto diversi, molto meno convenzionali (anche se per questione di tempi, non si riesce alle volte ad andare in profondità). Il cinema italiano è ancora troppo ancorato a degli stereotipi poco interessanti, soprattutto per quel che riguarda le donne. Ma ho fiducia in una nuova nascita d’altronde abbiamo esempi illustri come Sorrentino, Garrone… Artisti che portano la loro stilistica a fondersi con la storia e che regalano il cinema a chi ne sente la mancanza!

Figlia d’arte ma anche bravissima attrice, come vivi il peso di un cognome di un nome così importante?

Mio padre non è più un peso e mai lo è stato. Piero era un uomo di confine, ed io sono una donna di confine. Era amato ma non sostenuto . Non è mai stato un esempio di padre-famoso con cui avere a che fare ma solo un esempio di uomo che ha cercato fino alla fine di essere libero.

Progetti futuri, ci anticipi qualcosa?

Ho tanti progetti ma non credo che riuscirò a portarne a termine molti… Lavorare e avere una famiglia è già un compito improbo, sopratutto se si cerca di fare bene e con amore entrambe le cose.

Ultima battuta. Una bravissima attrice, ma anche una donna bellissima. Qual’è il  tuo segreto?

Cinque gocce di Chanel numero 5 prima di dormire!!!

Matteo Fantozzi