Rapporto Ocse, graduale ripresa dell’Italia: favorire le liberalizzazioni e incentivare politiche ambientali

RAPPORTO OCSE ITALIA – Dal rapporto dell’Ocse sull’Italia presentato oggi a Milano, alla presenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, del Lavoro Maurizio Sacconi, dell’Istruzione Mariastella Gelmini, dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e del segretario generale dell’Ocse José Angel Gurria, emerge che l’Italia sta mostrando segni di una graduale ripresa dalla recessione con un buon andamanto della politica di stabilità del bilancio pubblico.
Una ripresa che viene tuttavia definita “incerta” in quanto sarebbero necessarie delle riforme strutturali per potenziare la crescita prevista all’1,2% per il 2011:  infatti secondo l’Ocse, sebbene l’Italia abbia applicato una buona manovra di risanamento del bilancio, stabilizzandolo, il belpaese dovrebbe sostenere maggiormente il sistema finanziario, “la cui salute è fondamentale per il recupero”, sottolinea l’Ocse. 
In tale senso, se da una parte è necessario continuare a ridurre il disavanzo del bilancio sotto al 3% del Pil entro il 2012, vi sono alcuni punti compresi nel contenimento della spesa che rendono difficle una ripresa fiscale a lungo termine: tra questi il blocco dei salari nel settore pubblico, i tagli dei trasferimenti alle regioni e la riduzione dell’evasione fiscale. Per l’Ocse, l’Italia dovrà valutare “ulteriori tagli alla spesa e una possibile azione sulla tassazione” e completare “le liberalizzazioni iniziate nel settore dei servizi” da estendere in altri settori come nei trasporti e nei servizi locali.
Ma è sopratutto in materia di politiche ambientali che l’Ocse individua possibilità di crescita sollecitando l’Italia di individuare dei -“metodi economicamente efficienti” per conseguire gli obiettivi ambientali. Tra questi gli incentivi da per la riforma della gestione dell’acqua, la cui privatizzazione è necessaria, e dei rifiuti, che tuttavia presuppongono “una riforma della governance” con un controllo efficiente a lovello nazionale. Tuttacia, secondo l’Ocse, favorire l’innovazione nel settore delle tecnologie ambientali porterebbe ad una crescita economica “verde”.  

Redazione