FREEDOM FLOTILLA 2 – Si chiama “Freedom Flotilla 2 – Stay Human” in onore di Vittorio Arrigoni: è la flotta di navi che a cavallo tra maggio e giugno cercherà di forzare il blocco navale su Gaza per portare aiuti umanitari alla popolazione palestinese. A bordo ci saranno attivisti europei, statunitensi e turchi: una ventina i partecipanti norvegesi, tra di loro dovrebbero esserci anche parlamentari.
Alcuni politici hanno infatti espresso la volontà di unirsi al convoglio: Jette Christiansen e Stine Renate Håheim (entrambi del partito socialdemocratico) e Akhtar Chaudhry (vicepresidente del Parlamento e membro del Partito della Sinistra Socialista) hanno detto che parteciperanno se riusciranno a far combaciare il loro imbarco con gli impegni precedentemente presi; altri due parlamentari del partito socialdemocratico, Hadia Tajik e Anette Trettebergstuen, devono ancora decidere sull’opportunità di aderire o meno.
Secondo i partecipanti norvegesi, la presenza di alcuni politici darebbe maggiore legittimità alla spedizione e costringerebbe i militari israeliani ad essere più prudenti.

Jonas Gahr Støre, ministro degli Esteri norvegese ed esponente di spicco del partito socialdemocratico, ha però criticato la decisione dei suoi colleghi, affermando che la presenza di politici norvegesi potrebbe essere sfruttata indirettamente da gruppi estremisti, e temendo poi che gli aiuti umanitari imbarcati sulla Freedom Flotilla 2 – Stay Human possano finire nelle mani di Hamas. Su questo ha risposto Jette Christensen, secondo la quale gli attivisti negli ultimi anni hanno imparato dai propri errori e sanno esercitare un controllo su quello che viene loro consegnato.
Oltre a Jonas Gahr Støre sono contrari anche i parlamentari che formano il gruppo Israels Venner (“Gli amici di Israele”) che conta 26 membri tra le forze di centro-destra.

Gli attivisti sono dunque pronti a tentare di forzare di nuovo il blocco navale. Tenteranno di farlo a un anno di distanza dall’attacco dell’esercito israeliano contro la nave turca Mavi Marmara. Durante l’operazione nove passeggeri turchi rimasero uccisi. Il governo israeliano ha avvertito i partecipanti del convoglio: “Il vero scopo di questa flottiglia non è quello di aiutare il popolo di Gaza ma di colpire lo Stato di Israele” ha detto Avidgor Lieberman, ministro degli Esteri: “deve essere chiaro che bloccheremo ogni tentativo di contrabbando di armi ed esplosivi”.

Antonio Scafati