Pupo, intervista esclusiva: “Il Festival di Sanremo? Mi piacerebbe condurlo, ho un sacco di idee nuove”

INTERVISTA A PUPO – Caro Pupo (nome d’arte di Enzo Ghinazzi), lieti di ospitarti su Direttanews. Nel corso della tua carriera sei e sei stato cantautore e conduttore televisivo: da quale di queste esperienze professionali ti senti maggiormente rappresentato?

Buongiorno e grazie per l’invito. Beh io sicuramente nasco come cantautore, quindi mi sento più professionalmente legato alla musica che alla televisione. Mi piace molto condurre trasmissioni e sento mio anche questo ruolo che mi appassiona ogni giorno di più ma, avendo radici legate al mondo della musica, mi sento più cantante che presentatore televisivo.

Hai raggiunto grande popolarità con i singoli “Ciao” e “Gelato al cioccolato” (scritta con Cristiano Malgioglio). Che musica ascoltavi da giovane e da chi hai tratto ispirazione? Dove trovavi e trovi  l’ispirazione per scrivere i testi delle tue canzoni?

Musicalmente sono cresciuto ascoltando i Deep Purple e tra i pezzi che mi hanno ispirato c’è  sicuramente Smoke on the Water.  La vita di tutti i giorni è una fonte di ispirazione per tutti gli artisti. Magari nel traffico, prima di addormentarti, o mentre sei a cena osservi un’espressione di un amico, un riflesso su un bicchiere e ti viene in mente qualcosa che poi metti nero su bianco e trasformi in un brano, a volte si trovano spunti dalle cose più piccole.

Nel 1980 hai partecipato per la prima volta al Festival di Sanremo classificandoti terzo con “Su di noi”, divenuta una delle tue canzoni più famose della storia della musica leggera italiana: ti saresti mai aspettato un successo del genere? Hai gareggiato a Sanremo altre 5 volte nella tua carriera: pensi in futuro di calcare ancora il palcoscenico dell’Ariston come concorrente o ti piacerebbe condurre questa famosa manifestazione?

Sinceramente no. Il pezzo prometteva bene fin dall’inizio, era  coinvolgente,  con un ritmo determinato e allo stesso tempo melodico, ma non avrei mai pensato a un tale successo. Mi fa piacere sapere che ancora viene suonato nei locali e durante le feste, è un evergreen al quale sono molto legato.  Sì mi piacerebbe condurre il Festival, sono onorato di aver calpestato il palco dell’Ariston 5 volte come cantante, ma l’esperienza di condurlo è un desiderio che mi piacerebbe molto realizzare. Se vogliono io sono qui, e ho anche un sacco di idee nuove…

Hai cantato e scritto canzoni per artisti di primo piano come Paolo Belli, Youssou N’Dour, Ricchi e Poveri e Umberto Tozzi (per citarne alcuni): con alcune di queste persone hai stretto anche rapporti di amicizia o separi sempre la vita professionale da quella privata?

Io metto sempre il rapporto umano come primo valore. Con le persone con le quali collaboro spesso rimango in ottimi rapporti e molte di queste sono anche diventate persone importanti nella mia vita e con le quali porto avanti rapporti di amicizia trentennali. Poi come sapete sono un tipo molto gioviale, mi piace la gente allegra come me e difficilmente provo delle antipatie…anche se qualcuno che non sopporto in realtà c’è, ma non ve lo dirò mai.

E’ risaputo del tuo tifo sportivo per la Fiorentina: la scorsa stagione la squadra Viola lottava per proseguire il suo cammino in Champions League (eliminata agli ottavi di finale dal Bayern Monaco non senza polemiche), mentre la società dei Della Valle quest’anno ha disputato un campionato anonimo e fuori da ogni traguardo. Riconfermeresti ancora il tecnico Mihajlovic per il prossimo anno? Che giocatori consiglieresti alla dirigenza viola per rendere la rosa più competitiva?

Non mi parlate del Bayern…Quel fuorigioco fu scandaloso. Mi ricordo che ero a casa di amici e che si vide persino in diretta che c’era un metro di fuorigioco, vabbè lasciamo perdere. Mihajlovic è un ottimo tecnico, giovane e con un carattere determinato. Certo ha ricevuto un’eredità pesante perchè sostituire Prandelli non è facile, ma io gli darei fiducia e lo confermerei. I Della Valle stanno facendo un ottimo lavoro e non hanno certo bisogno dei miei consigli, però l’ho visto uno giovane interessante…Gioca nel Barcellona col numero 10, ma non mi ricordo il nome…

Nel 2005 sei stato l’inviato in Brasile del reality show “La fattoria”: come giudichi questa esperienza televisiva? Dacci un giudizio sui reality show…..Parteciperesti mai all’Isola dei Famosi?

I reality sono sicuramente una realtà importante tra i format televisivi di questi tempi. Sono dei contenitori moderni, tuttavia bisogna vedere cosa ci si mette all’interno. La Fattoria fu un’esperienza nuova e come tale va conservata. L’Isola dei Famosi me l’hanno proposta  più volte ma ho sempre rifiutato, ho molti impegni per  fortuna!!!

Sempre nel 2005 hai condotto per la prima volta un programma tutto tuo, il quiz show Rai “Il malloppo”, affiancato da una giovanissima Elisabetta Gregoraci: ti sentivi pronto per affrontare questa nuova avventura?

Sì assolutamente. Certo sono sempre un pò emozionato davanti a una nuova esperienza, ma ero convinto di fare un bel programma e infatti…

Dopo “Il malloppo”, la Rai ti ha affidato la conduzione di Affari tuoi, Tutto per tutto, Reazione a catena e         raccomandati: qual è il programma a cui ti senti più legato e che ti ha dato più soddisfazioni?

Sono molto legato a tutti i programmi che presento, tuttavia tra questi mi rimangono nel cuore Affari tuoi e Reazione a catena.

Nel 2005 hai pubblicato il libro “Banco solo! Diario di un giocatore chiamato Pupo”, dove racconti  della tua passione per il gioco d’azzardo e i problemi che ti ha portato. Per chi ci legge e sta affrontando problemi di dipendenza, ci racconti come sei riuscito a liberarti da questo vizio?

E’ stato sicuramente il periodo più brutto della mia vita. La dipendenza, qualsiasi essa sia, non rovina solo te ma anche le persone che ti sono intorno. Fortunatamente mi sono reso conto che avevo toccato il fondo, gradualmente ne sono uscito. Bisogna avere molta forza interiore, perchè vi posso assicurare che è davvero difficile uscirne. Sono percorsi graduali che richiedono molta volontà, comunque c’è sempre la possibilità di sconfiggere il problema, ma bisogna saper dire no a qualsiasi tentazione.

Come vedi il tuo futuro (professionale e non) tra dieci anni? Hai ancora sogni nel cassetto da realizzare?

Tra 10 anni mi vedo come ora, solo un pò invecchiato. Sogni nel cassetto? Molti li ho realizzati perchè non li ho mai svelati, se voglio realizzare anche gli altri, forse è meglio non dirvi niente.

Progetti a cui stai lavorando ora?

Tantissimi: radio, musica, televisione…

Raccontaci qualcosa di te che i lettori e fan ancora non sanno….

Sono un libro aperto…non ho segreti con i miei fan

Simone Ciloni