Bossi vuole spostare la capitale da Roma a Milano: ecco la ricetta per vincere le elezioni

Umberto Bossi

BOSSI BALLOTTAGGIO MILANO – “Le prossime mosse” del governo sono state svelate dal ministro leghista Roberto Calderoli.
In un’intervista rilasciata al quotidiano ‘Padania’ il ministro ha spiegato il piano d’azione che la Lega intende seguire per ottenere il consenso dei cittadini milanesi durante il ballottaggio che vede contrapposta la candidata Pdl-Lega, Letizia Moratti a Giuliano Piasapia, esponente del Pd.

Anche Umberto Bossi si è mosso in tal senso. Infatti l’obiettivo del capo del Carroccio è quello di decentrare alcuni ministeri nella capitale lombarda e di intervenire sulla pressione fiscale; queste ha spiegato, “sono tutte e due cose possibili”, sicuro è che “dobbiamo portare i ministeri a Milano e penso ne arriveranno due“. Il leghista si è inoltra proclamato promotore della candidata Moratti, dichiarando: “Sì, mi impegnerò contro Pisapia, perché rischia di trasformare Milano in una zingaropoli“. Per questo “farò almeno un comizio”, ha dichiarato.

A riguardo il sindaco romano, Gianni Alemanno, ha denominato quella dei due leghisti una “telenovela”. “Ribadisco che sono pure balle – ha rimarcato il sindaco di Roma – i ministeri da Roma non si muovono. La Lega può fare tutti gli annunci che vuole ma Roma è capitale secondo la Costituzione e tutti i ministeri e le agenzie che hanno sede a Roma non si spostano e il Pdl sono garanti di questa situazione”.

TREMONTI PREMIER – Intanto Bossi questa mattina ha escluso che Tremonti, l’attuale ministro dell’economia, possa ricoprire l’incarico di presidente del Consiglio, attualmente di Berlusconi. Al termine della festa della Polizia, infatti il capo del Carroccio ha dichiarato: “No, poveraccio, ha già un sacco di problemi – ha commentato – e poi è molto amico di Berlusconi e non accetterebbe mai di fargli uno scherzo del genere“.

BERLUSCONI MONOPOLIZZA TV – Infine in vista dei ballottaggi, Berlusconi ha programmato interviste al Tg 5, a Studio Aperto e al Tg 4. Tuttavia anche i vertici del Tg 1 e del Tg 2 hanno dato la loro disponibilità. Immediata la reazione di opposizione ma non solo. In merito infatti il settimanale cattolico Famiglia Cristiana ha espresso indignazione per l’occupazione televisiva compiuta la scorsa sera dal presidente del Consiglio.

Redazione online