Corte dei Conti: Italia deve diminuire debito pubblico di 46 miliardi di euro

Corte dei Conti

CORTE CONTI DEBITO PUBBLICO – 46 miliardi di euro in meno sul debito pubblico.
Compito dell’Italia dovrà essere quello di diminuire il debito pubblico attuale di circa 46 miliardi di euro e questo ogni anno. Se questo non dovesse accadere non sarà raggiunto l’obiettivo prefissato dall’Unione europea. Questo quanto evidenziato dalla Corte dei Conti sul rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica. Secondo quanto stabilito dalla magistratura contabile “la fine della recessione economica non comporta il ritorno a una gestione ordinaria del bilancio pubblico, richiedendosi piuttosto sforzi anche maggiori di quelli finora accettati”.

“Tanto più che va tenuto conto delle implicazioni dell’inasprimento dei vincoli europei e in particolare della nuova regola, assistita da apposita sanzione di tipo praticamente automatico, secondo la quale – ha continuato – i paesi che registrano un rapporto tra debito pubblico e prodotto superiore al 60% dovranno ridurre lo scarto fra il dato effettivo e questo valore-soglia di un ventesimo all’anno (del 3% all’anno, pari oggi a circa 46 miliardi nel caso dell’Italia)”.

L’Italia è ai primi posti in Europa per l’evasione fiscale. Lo sottolinea la Corte dei conti nel rapporto 2011 sul coordinamento della finanza pubblica. “Per quanto riguarda le dimensioni – afferma la magistratura contabile – le stime richiamate convergono tutte nell’indicare come il fenomeno evasivo raggiunga in Italia un livello di punta nel panorama europeo, con l’eccezione della Grecia e della Spagna”.

“Va segnalato – spiega però la Corte dei conti – che gli indicatori utilizzati evidenziano un aumento di compliance a partire dal quarto trimestre del 2009, dopo un riacutizzarsi del fenomeno evasivo negli anni della crisi”.

Inoltre l’Italia è tra le prime posizioni per quanto riguarda l’evasione fiscale a livello europeo. “Per quanto riguarda le dimensioni – si legge nel rapporto – le stime richiamate convergono tutte nell’indicare come il fenomeno evasivo raggiunga in Italia un livello di punta nel panorama europeo, con l’eccezione della Grecia e della Spagna“.

Infine “Va segnalato che gli indicatori utilizzati evidenziano un aumento di compliance a partire dal quarto trimestre del 2009, dopo un riacutizzarsi del fenomeno evasivo negli anni della crisi”.

Redazione online