Il logo della Cia

LA CIA E LA SVEZIAAgenti della Cia avrebbero operato segretamente in Svezia al fine di controllare alcuni sospetti terroristi: lo scrive il quotidiano Svenska Dagbladet, secondo il quale i servizi di sicurezza svedesi della SÄPO avrebbero scoperto due agenti americani nel 2009 e avrebbero protestato con la Cia. A quel punto gli agenti statunitensi sarebbero partiti: non coperti dall’immunità diplomatica, avrebbero potuto essere perseguiti. Il governo svedese non era stato informato dell’operazione in corso. La storia è rimasta segreta da allora, anche se, a detta di Johan Linander del Partito di Centro, lui e altri parlamentari erano stati informati dalla  SÄPO.

Da parte dei diretti interessati risposte elusive: “Non abbiamo mai fatto commenti su alcuna operazione passata, in corso o futura” dicono dalla SÄPO. “Non commentiamo le questioni di sicurezza” dice ugualmente Christopher Dunnett, portavoce dell’ambasciatore statunitense in Svezia, secondo il quotidiano Dagens Nyheter. Ma il caso è scoppiato lo stesso: in Svezia la notizia ha generato reazioni indignate ma non sorprese, scrive lo Stockholm News. Esemplare il commento di Ove Bring, docente di diritto internazionale: “La Cia da tempo agisce in questo modo, senza informare gli altri paese. Questo comportamento è nella loro cultura. Si tratta di una violazione del diritto internazionale e della nostra sovranità”.

Altrettanto severo il commento di Håkon Juholt, leader del partito socialdemocratico all’opposizione: “Se le voci sono vere, saremmo di fronte a una vicenda molto seria. Le autorità americane avrebbero agito al di fuori della legge: si tratta di un qualcosa che non possono fare”.

Antonio Scafati