Calcioscommesse, Cristiano Doni: “Mi stanno infangando”

CALCIOSCOMMESSE PARLA DONI Cristiano Doni, 38 anni, una vita da capitano dell‘Atalanta è finito nella bufera del calcio scommesse. Dopo cinque giorni di silenzio, ha deciso di parlare ai giornalisti e attraverso Repubblica ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Mi viene da pensare una cosa: che mi vogliano fare passare per il capro espiatorio di tutta la storia. E io non ci sto. Questo voglio che la gente, soprattutto i tifosi dell’Atalanta, e tutti quelli che mi conoscono, lo sappiano. Mi stanno infangando. Il mio nome  e quello dell’Atalanta sono quelli mediaticamente più forti. Che fanno più clamore. Gli altri calciatori arrestati e indagati o sono ex o sono pesci piccoli. Con rispetto parlando, ovviamente”. Cristiano Doni, ci tiene a sottolieare la sua estraneità ai fatti: “Siccome sono tranquillo e so di non avere fatto quello di cui mi si accusa, sono anche convinto che il lavoro dei magistrati, alla fine, proverà che non c’entro nulla con questa gente. Che peraltro io non conosco e non ho mai conosciuto. L’unico che conosco è Nicola Santoni. E basta. Gli altri mai visti nè sentiti”. «Non c’è una telefonata, dico una che mi riguardi direttamente. Nella quale ci sia la mia voce. Ci sono solo delle persone che fanno il mio nome…E sono dei millantatori. Io non ho combinato nessuna partita. Dove sono le prove? Su cosa si basano le accuse? Spero che le persone che verranno interrogate nei prossimi giorni riferiscano altro. Che le versioni vengano messe a confronto. Mi pare che i giocatori dell’Ascoli abbiano già riferito che non c’è stato nessun messaggio in codice e nessun accordo nè in campo nè fuori. Oltretutto il risultato di Ascoli- Atalanta (1-1) non è stato quello che la presunta banda aveva prospettato”. Doni dunque si tira fuori da tutto questo marasma generale che sta facendo male al nostro calcio. Dopo “Calciopoli” il campionato più bello del mondo sembrava “purificato” dalle irregolarità. Così non è stato. Ora bisogna guardare avanti e che giustizia sia fatta.

Redazione online