Yemen: migliorano le condizioni del Presidente Saleh, ma è allarme Al Qaeda

Il Presidente dello Yemen Saleh
YEMEN: SALEH MIGLIORA – Il presidente dello Yemen Ali Abdullah Saleh, ricoverato a Riad, in Arabia Saudita, dove è stato sottoposto a due interventi chirurgici, dopo l’attentato del 3 giugno scorso, è in via di guarigione. Lo ha annunciato oggi il suo medico personale Mohammed al-Siyani, che ha detto: “le condizioni di salute di Saleh sono in continuo miglioramento”.

Il Presidente yemenita è stato ferito il 3 giugno scorso da un’esplosione mentre si trovava nella moschea del Palazzo presidenziale di Sana’a per partecipare alla preghiera del venerdì. Nell’attentato sono rimaste uccise undici guardie del corpo e sono state ferite 124 persone.

Le indagini sull’attentato, nell’ambito delle quali sono stati interrogati circa cinquanta sospettati, hanno portato all’arresto di cinque persone.

Nel frattempo, le autorità di governo hanno fatto sapere che il Presidente Saleh rientrerà presto in Yemen e terrà un discorso alla nazione.

Oltre al Presidente yemenita, si trovano ricoverati in Arabia Saudita anche alcuni miliziani tribali che fanno capo al suo rivale, lo sceicco Abdullah al-Ahmar, anch’essi feriti negli scontri delle scorse settimane a Sana’a. Nel complesso, sono 58 i cittadini yemeniti ricoverati negli ospedali sauditi, tra cui 9 membri del governo.

Il vuoto di potere, dovuto al ricovero di Saleh in Arabia Saudita, sta lasciando in Yemen un ampio margine di azione agli estremisti di Al Qaeda. L’allarme è stato lanciato dai funzionari yemeniti che denunciano come gli estremisti islamici, molti dei quali legati appunto ad Al Qaeda, stiano approfittando della situazione di caos nel Paese per intensificare l’offensiva contro le forze di sicurezza governative e ampliare così il controllo sulla parte meridionale dello Yemen, in particolare lungo le vie per il commercio del petrolio. Sempre più città del Sud sarebbero in mano ad Al Qaeda.

Molti indicano addirittura lo Yemen come la nuova roccaforte del terrorismo mondiale.

Nella lotta ai terroristi islamici, il governo yemenita si trova fortemente indebolito a causa delle rivolte popolari esplose all’inizio dell’anno, sull’onda lunga della “Primavera araba”, cui si aggiungono la frammentazione tribale del territorio e le ingerenze dall’estero.

Alcuni analisti hanno definito lo Yemen “una bomba ad orologeria”. Un Paese dove possedere un’arma è normale e perfino i bambini le sanno usare. Si calcola che su una popolazione di circa 20 milioni di abitanti ci sarebbero 60 milioni di armi, tra fucili, pistole, mitra e bazooka.

Redazione