Primarie: il Pdl propone una legge che non prevede le consultazioni per il candidato premier

Silvio Berlusconi

PDL PROPONE LEGGE PER LE PRIMARIE – Qualche tempo fa, a sorpresa, il premier Silvio Berlusconi aveva mostrato una cauta apertura nei confronti di eventuali primarie nel Pdl. “Non sono contrario – aveva detto il presidente del Consiglio – purchè purché si arrivi ad essere certi che i votanti siano dei veri sostenitori del nostro partito e non magari degli infiltrati della sinistra”. L’affermazione aveva suscitato una sorpresa generale e ora, effettivamente, il partito di Berlusconi ha presentato una legge a questo riguardo. Ma il trucco c’è e si vede. Nel senso che il testo presentato dal Pdl prevede il ricorso alle primarie per i candidati alle cariche locali: presidente delle regioni, presidenti delle province e sindaci. Per quanto riguarda il candidato premier, niente da fare. Quello lo sceglie il partito. La proposta è stata firmata da Fabrizio Cicchitto e Gaetano Quagliariello, che spiegano che la norma “prevede che le primarie, per i partiti o le coalizioni che intendano avvalersene, abbiano luogo entro il sessantesimo giorno antecedente alle elezioni”. “Possono votare e candidarsi – aggiungono – gli iscritti al partito (o a uno dei partiti che compongono la coalizione) e i cittadini sostenitori che siano residenti nel territorio interessato dall’elezione e che abbiano provveduto ad aderire a un apposito registro dei sostenitori. La cancelleria del tribunale territorialmente competente, verifica la regolarità degli elenchi degli aventi diritto al voto e si accerta che nessun cittadino sia contemporaneamente iscritto a più di un elenco”.

Redazione online