Giorgia Ferrero, intervista esclusiva all’attrice di ‘Amore che vieni, amore che vai’

GIORGIA FERRERO INTERVISTA ESCLUSIVA –

1) Cosa pensi dell’attuale situazione del cinema italiano?

Penso che abbiamo registi e attori di grande rilievo, ma che in questo periodo storico, quasi tutti i produttori e distributori hanno paura di investire, data la nostra situazione attuale. Siamo il paese con meno produzioni e distribuzioni nel mondo nonostante i nostri grandi talenti, che arrivano dal grande neorealismo che ci ha fatto amare e apprezzare in tutto il mondo.

2) Lavoro e tanta dedizione, cosa bisogna fare per arrivare in alto?

Innanzitutto ci vuole passione. Io credo che sia fondamentale studiare, sempre, e continuare a farlo anche quando si lavora. Poi avere la fortuna di incontrare le persone giuste che credono in te.

3) Quanto conta ancora la vocazione nel cinema e nello spettacolo italiano?

Sai la vocazione è sinonimo di missione e per chi ama veramente e fa questo mestiere mi piace pensare che sia così e che si vada sempre più in questa direzione.

4) Quale è stato il lavoro che ti ha insegnato di più?

Ogni set e ogni palcoscenico ti insegnano sempre qualcosa, ogni volta è una grande esperienza. Il più grande insegnamento, però, viene dal pubblico o meglio è uno scambio tra te e lui. Per me, poi, sono l’approccio, la costruzione di un personaggio, grande o piccolo che sia, a lasciare un segno dentro di me.

5) Maurizio Sciarra e Daniele Costantini cosa vuoi dirci di questi due ottimi registi?
Maurizio Sciarra è stata la prima persona ad aver creduto in me e a farmi fare il mio primo film. Lo ringrazierò sempre per questo.
Daniele Costantini è stata la seconda, è sempre stato molto attento a quello che facevo a teatro.
Entrambi due grandi professionisti con una lunga esperienza alle spalle. Mi piacerebbe che facessero più film perchè il nostro cinema ha bisogno di loro.

6) Cosa stai preparando ora?
Sono in attesa di risposte per alcuni progetti, ma per scaramanzia preferisco
non dire nulla e incrociamo le dita!

7) Cosa ti ha spinto a lavorare in questo mondo tanto bello, ma tanto corrotto e difficile?
Sicuramente la passione che è diventata sempre più forte crescendo e quindi la necessità di fare questo mestiere.
So che è un mondo come dici tu difficile e corrotto, forse mai come di questi tempi, ma si lotta ogni giorno per poterlo fare in modo onesto e sincero.

Matteo Fantozzi