Paola Randi: intervista esclusiva alla regista di ‘Into Paradiso’

INTERVISTA ESCLUSIVA PAOLA RANDI –
Siamo oggi lieti di avere con noi a DirettaNews Paola Randi, regista di ‘Into Paradiso’. Ma ora lasciamo la parola a te Paola:

1) ‘Into Paradiso’, come è andata questa avventura?

Beh, tutto sommato, molto bene!

2) Cosa significa fare il regista in Italia?

Io sono solo al primo film, forse bisognerebbe chiedere a chi è più esperto. Come esordiente posso dire di essere stata relativamente fortunata. Ho cominciato a fare cinema nel 2003 e ho trovato la produzione nel 2006 ed era la prima alla quale mi rivolgevo. Ho girato nel 2009 e il film è uscito nel 2011. Di solito per esordire, se uno per esempio comincia a 18 anni, ci vogliono dai 10 ai 16 anni. Il problema è, perlomeno per tutti quelli che non hanno le “spalle coperte“, sopravvivere durante i lunghi anni di costruzione del film.
Credo che il sistema dovrebbe investire nei giovani  con forme di finanziamento a esempio di coloro che vincono festival di corti importanti e hanno un buon progetto per un lungometraggio. In altri paesi ci sono diverse istituzioni che operano a questo fine con successo. Chissà che non si svegli anche l´Italia!

3) Come è iniziata la tua avventura nel cinema? Come ti sei formata ed arrivata a questo piccolo grande successo?

Ero a Roma da un anno e facevo un lavoro che mi annoiava a morte. Un amico del proprietario dell´azienda per cui lavoravo è entrato un giorno e ha detto “ho scritto un corto”. Io ho risposto: “lo giro io“, e così è cominciata.

Per la formazione è stato complicato. Ho inziato a 33 anni dopo essermi laureata in legge e aver fatto un lavoro completamente diverso, quindi ero troppo vecchia per entrare al Centro Sperimentale e non avevo soldi per pagarmi corsi miliardari in America. Dunque ho frequentato un seminario di Silvano Agosti che si è rivelato importantissimo, poi sono stata selezionata al Talent Campus della Berlinale (una meraviglia, i docenti erano gente come Walter Murch, Mike Leigh, Stephen Frears, Alan Parker) e ho frequentato un seminario della scuola Holden con Herzog. Per il resto ho fatto corti. In ogni corto sperimentavo qualcosa di diverso, una vera palestra–laboratorio.

4) Con chi ti piacerebbe lavorare attore/regista?

Stare sul set di Paul Thomas Anderson, di Kaurismaki, dei Dardenne, di Tarantino e della mia amica Alice Rohrwacher mi darebbe gran gusto! Ho lavorato sui due film di Paolo Franchi ed è stata un´esperienza importantissima.

Per gli attori non so neanche da che parte cominciare, ci sono moltissime attrici e attori straordinari. Restringendo il campo ai soli italiani, mi piacerebbe lavorare con Lucia Poli e con Franca Valeri per citarne due che mi vengono subito in mente e in quanto a uomini, oltre agli attori del mio film, trovo fantastici ad esempio Kim Rossi Stuart, Elio Germano, Vinicio Marchionne anche se devo dire che mi piacerebbe molto lavorare con Checco Zalone.

5) Sei già al lavoro per il tuo prossimo film?

Sto scrivendo un mio soggetto e sto valutando alcune proposte…chissà!

6) Cosa prospetta l’immediato futuro a Paola Randi?

Da qui a Settembre: un tour per l´Italia insieme al film, tanta scrittura, un corso per storyboard artist a Londra.

7) Se ti chiedessero oggi chi è Paola Randi cosa risponderesti?

Io!

Matteo Fantozzi