Inaugurazione degli uffici ministeriali trasferiti a Monza: Lega contestata

Bandiere della Lega

INAUGURAZIONE SEDI MINISTERI A MONZA – Che per la maggioranza non sia un momento facile è evidente da mesi. Anzi, da più di un anno, se si considera lo strappo tra il premier Silvio Berlusconi e il presidente della Camera Gianfranco Fini nell’aprile del 2010. Da quel momento in poi Berlusconi ha dovuto incassare un colpo dopo l’altro: dal caso Ruby al rapporto non sempre facile con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, dagli screzi, sempre più profondi, con la Lega alla disfatta nelle elezioni amministrative per arrivare al voto con cui la Camera ha autorizzato l’arresto di uno dei suoi, Alfonso Papa.

D’altra parte anche l’altra anima del governo, quella leghista, non se la passa tanto meglio, perchè se è vero che il premier ha accontentato varie richieste del Carroccio è altrettanto vero che su altre questioni sono stati i padani a fare buon viso a cattivo gioco per evitare uno strappo insanabile: la guerra in Libia, tanto per dirne una.

Un caso a parte è costituito dal tanto sbandierato trasferimento dei ministeri al Nord: dopo innumerevoli discussioni, le due parti si sono accordate sul distaccamento di alcuni uffici a Monza. Anche se non se ne capisce l’utilità. Comunque, oggi alla Villa Reale si è tenuta l’inaugurazione delle nuove sedi: presenti i ministri pidiellini Tremonti e Brambilla e il leghista Calderoli, in rappresentanza rispettivamente dei dicasteri del Tesoro, del Turismo e della Semplificazione. Alla fine arriva, con due ore di ritardo, anche Bossi. I cronisti provano a chiedergli come stanno andando le cose con il Cavaliere, ma lui stronca ogni possibile discussione. “Chiedetelo a lui”, risponde.

Intanto, se da una parte alla Villa Reale è tutto uno sventolare di bandiere verdi, dall’altra non mancano le contestazioni. Un gruppo di persone, munite di bandiere italiane, protestano contro Bossi al grido di “Vai a lavorare” e mostrano uno striscione che invoca l’eliminazione del ministero della Semplificazione.

Tatiana Della Carità