Equo compenso per giornalisti: è scontro tra Ordine ed editori

EQUO COMPENSO GIORNALISTI – Sono dure le parole dell’Ordine dei Giornalisti rivolte alla Fieg (Federazione Italiana Editori Giornali), in materia di equo compenso per i giornalisti: La Fieg rivendica l’assoluta libertà di troppi editori di continuare a sfruttare i giornalisti”.

La nota dell’Ordine segue la conclusione delle audizioni in commissione Cultura alla Camera sulla proposta di legge Moffa, che punta a stabilire un equo compenso per il lavoro giornalistico.

“Promuovere l’equità retributiva nel lavoro giornalistico è un’occasione importante- aveva dichiarato la delegazione della FNSI (Federazione nazionale della stampa italiana) – perché sia riconosciuta la piena dignità, morale e materiale, del lavoro, qualunque sia la tipologia del rapporto tra giornalista ed editore, soprattutto per la giusta considerazione del lavoro autonomo“.

“L’impianto della proposta di legge – ha osservato segretario della FNSI Franco Siddi – va nella direzione giusta, perché riconosce l’applicabilità dell’art. 36 della Costituzione anche agli ‘autonomi’, in ossequio al principio che a ogni prestazione deve corrispondere un trattamento proporzionato alla qualità e alla quantità del lavoro svolto, in armonia con i trattamenti previsti dal contratto nazionale dei giornalisti. Perciò è importante che la legge, fissato il principio, stabilisca anche i binari entro i quali le parti sociali debbano definire i giusti compensi per le collaborazioni giornalistiche o, in difetto, fissare criteri inderogabili di carattere qualitativo e quantitativo. Questa è la condizione perché sia definitivamente superata l’idea coltivata, sin qui da quasi tutti gli editori italiani e anche dalla Fieg, che per il compenso del lavoro autonomo la trattativa debba essere esclusivamente tra le persone e le aziende. Su questo versante il punto di vista della Fnsi è chiaro da anni e pertanto non trova alcun fondamento l’affermazione – che non risponde a verità – fatta dalla Fieg davanti alla commissione che le parti sociali insieme avrebbero deciso di ritenere estranea alla contrattazione la materia del lavoro autonomo».

Ma secondo la Fieg la proposta di legge Moffa sarebbe incostituzionale.

Affermazione che ha provocato la reazione dell’Ordine dei Giornalisti, che ha contestato la Federazione degli Editori accusandola di voler mantenere lo “status quo” e di rivendicare “l’assoluta libertà di troppi editori di continuare a sfruttare i giornalisti”.

Immediata è stata la risposta della Fieg: È scandaloso e inquietante che il presidente dell’Ordine dei giornalisti Iacopino, con un’inaccettabile generalizzazione, attacchi l’intera categoria degli editori.

Redazione