Affare Strauss-Kahn : l’ex direttore del FMI di nuovo in tribunale martedì prossimo

Dominique Strauss-Kahn

CASO STRAUSS-KAHN – Nuovo appello in tribunale per Dominique Strauss-Kahn. A tre mesi dall’inizio del clamoroso feulleiton giudiziario che lo ha visto coinvolto con l’accusa di stupro ai danni della 32enne guineiana Nafissatou Diallo, cameriera d’albergo presso il Sofitel di New York all’epoca della presunta aggressione, l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale dovrà nuovamente comparire in tribunale martedì prossimo, giorno in cui il procuratore Cyrus Vance potrebbe decidere di rinnovare le accuse a carico di Strauss-Kahn, o di chiudere definitivamente il caso.

La necessità di raccogliere maggiori indizi su quanto avvenuto quella sera del 14 maggio 2011 nella lussuosa suite 2806 del Sofitel, così come i dubbi recentemente espressi da Cyrus Vance circa la credibilità di Nafissatou Diallo, hanno causato il duplice rinvio di questa così importante udienza, che ha immediatamente riportato DSK al centro dell’attenzione mediatica. Lo scorso venerdì, nuove voci di un incontro fra gli avvocati delle due parti, finalizzato a concordare un accordo di natura finanziaria soddisfacente per entrambe, sono state smentite dagli avvocati della presunta vittima ma hanno al tempo stesso confortato le ipotesi di coloro che non credono alle dichiarazioni di Nafissatou Diallo e sperano in una rapida chiusura dell’inchiesta.

«Ci sono buone probabilità che il procuratore dichiari chiuso il caso», ha affermato l’avvocato di Strauss-Kahn, Toni Messina, evocando i numerosi «problemi di credibilità» che intorbidiscono il dossier della cameriera guineiana. Tuttavia, non tutti concordano con la sua posizione. Per un ristretto numero di esperti, infatti, sussiste ancora la possibilità che il procuratore decida di riaprire alcuni capi di accusa o che ritenga gli elementi a sua disposizione sufficienti per procedere penalmente contro l’ex direttore del FMI. In questo caso, è difficile stabilire con certezza quanto altro tempo ancora bisognerà attendere prima della convocazione di una nuova udienza.

 

Flavia Lucidi