Crisi economica: Napolitano ammonisce la maggioranza. Bossi: “Il sistema italiano è condannato a morte”

CRISI ECONOMICA – Sarà una settimana rovente per il premier Silvio Berlusconi che deve fare i conti con gli aspri commenti di Giorgio Napolitano, che è intervenuto al meeting di Cl a Rimini, e con il leader della Lega Umberto Bossi che non sembra per nulla disposto a sostenere il taglio delle pensioni proposto a gran voce dal Pdl. Ieri il Cavaliere ha trascorso l’intera giornata nella villa di Arcore per studiare con ministri e collaboratori le più giuste correzioni alla manovra economica di Tremonti, per poi recarsi allo stadio per assistere alla tradizionale partita estiva tra Milane Juve, valida per il trofeo Berlusconi.

Il presidente Napolitano ha chiesto risposte urgenti per fronteggiare la temibile crisi che sta attanagliando il Paese e puntato l’indice contro la maggioranza per aver nascosto la reale portata delle difficoltà economiche e politiche: “E’ possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva e le questioni perchè le forze di maggioranza e di governo sono stato dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazione propagandiste e comparazioni consolatorie su scala europea?”. Un monito che il premier preferisce non commentare al momento, limitandosi a dichiarare: “Io ho fatto ciò che dovevo per evitare una grande crisi dei nostri titoli, ora tocca al Parlamento”. 

Ma una prima risposta in ‘stle padano’ arriva dal leader del Carroccio, che esalta il lavoro del Nord e scredita quello del Centrosud, risponendo così all’appello di Napolitano per una  minore disuguaglianza tra Settentrione e Mezzogiorno: “Questo è un cambiamento epocale, non è una questione Nord-Sud, bisogna vedere se l’Italia ci sarà ancora… Il sistema italiano è condannato a morte – aggiunge Umberto Bossi – il Nord produce, da soldi a Roma che li distribuisce al Sud. La soluzione è la Padania, perchè è l’Italia che non tiene più. Sarà la grande Padania che ci darà un altro futuro”. E sul tema pensioni il senatur conferma che non farà nessun passo indietro: “La manovra l’abbiamo dovuta fare perche’ sarebbe scomparso il risparmio della gente, saremmo stati dei criminali. Bisognava fare i tagli ma le pensioni mi sono rifiutato di toccarle… La Bce e Bankitalia continueranno a insistere sulle pensioni ma finche’ la Lega e’ forte non passa mica…”. Ma il Pdl non ci sta a lasciare intatte le pensioni e in settimana saranno scintille in maggioranza, a cominciare da domani, quando la manovra 2011 approderà in Senato.

 

Luigi Ciamburro