Steve Jobs è malato e lascia la guida di Apple. Tim Cook sarà il nuovo Ceo

Steve Jobs

APPLE, STEVE JOBS SI DIMETTE DA CEO – Dimissioni con effetto immediato. Con una lettera inviata al consiglio d’amministrazione e ai dipendenti della Apple, Steve Jobs, fondatore e CEO, ha improvvisamente comunicato la sua volontà di lasciare la guida dell’azienda.

L’addio, annunciato a sorpresa, solleva dubbi sulle condizioni di salute di Jobs, 56 anni, a cui è stata diagnosticata una rara forma di cancro al pancreas che lo ha costretto, lo scorso gennaio, a congedarsi dal proprio lavoro per malattia, ed ora, a dimettersi dal suo ruolo di Amministratore Delegato.

“Ho sempre detto che se mai fosse venuto un giorno in cui non avrei più potuto svolgere i miei doveri e compiti come A.D. di Apple, sarei stato il primo a farvelo sapere. Purtroppo, quel giorno è arrivato”, scrive Steve Jobs, che già in passato era stato costretto a congedarsi temporaneamente dal lavoro e sul punto di lasciare il timone dell’azienda per problemi di salute. Come nel 2004, quando dovette curare una malattia sempre al pancreas e nel 2009, quando dovette sottoporsi ad un trapianto di fegato.

Rimarrà comunque nell’orbita di Apple assumendo il ruolo di Presidente. Al suo posto il consiglio d’amministrazione, su suggerimento dello stesso Jobs, ha nominato Tim Cook, 50 anni, che svolgeva di fatto, già da gennaio, la funzione di A.D. in qualità di sostituto.

Ma Cook non è Steve Jobs e sono attesi contraccolpi in Borsa: dopo la chiusura di Wall Street, quando la società ha deciso di render nota la notizia, nelle contrattazioni post-mercato il titolo Apple ha perso il 7 per cento ed è atteso un calo alla riapertura di Wall Street.

Un uomo, un’icona. Una leggenda. Mai un’azienda si era tanto identificata nel suo leader. E mai la sorte dell’una è mai stata tanto legata a quella dell’altro. Dotato di un carisma unico nel suo genere, Steve Jobs è la dimostrazione che una persona può fare la differenza.

Così Larry Ellison, leader di Oracle, parla di Jobs e ne riassume le vicende che lo legano ad Apple, in un’intervista del 2001 al San Jose Mercury News: “È una delle persone più rimarchevoli del pianeta. Fonda la Apple. Lo cacciano, con una delle decisioni sulle risorse umane più sbagliate dai tempi in cui i francesi cacciarono Napoleone. La Apple si disintegra. Steve torna e la salva quando l’azienda era ormai alla canna del gas”.

Ai tempi dell’intervista, dovevano ancora venire l’iPod, l’iPhone e l’iPad. Tre prodotti a marchio Apple, tre rivoluzioni tecnologiche. E’ così infatti che, che nei dieci anni successivi, Jobs ha guidato l’azienda, rispettivamente, a reinventare il business della musica, a ridefinire il concetto di telefonia mobile e a far sognare un possibile futuro dell’editoria.

Ora, si apre un nuovo capitolo per Apple: quella del dopo-Steve Jobs. Secondo gli analisti finanziari, la continuità aziendale non dovrebbe essere messa in discussione, nonostante il ritiro dell’uomo che ha pensato e lanciato sul mercato iPhone e iPad, i prodotti di successo che l’hanno trasformata nell’azienda tecnologica che vale di più al mondo. Ma la speranza è che Steve Jobs guarisca e ritorni al più presto. Come ha sempre fatto.

 

Daniele Camilletti