Francia: deputati di destra contro l’introduzione nei licei di manuali sui “gender studies”

LA FRANCIA E L’OMOSSESSUALITA’ – Torna la protesta sulla decisione del Ministro dell’Educazione francese Luc Chatel di introdurre dal prossimo anno scolastico (di imminente apertura) libri di testo scientifici che trattino i temi dell’omosessualità, bisessualità e transessualità (raggruppati nei cosiddetti “gender studies”), facendo riferimento alla “teoria del genere sessuale”.

Già partite la primavera scorsa in ambito cattolico, le critiche contro questo provvedimento ministeriale si risollevano in questi giorni (secondo Le Parisien soprattutto per questioni elettorali) attraverso un gruppo di 80 deputati del partito del presidente Sarkozy (l’Ump), che hanno raccolto le lamentele della Chiesa e delle associazioni religiose, ed ora in una lettera chiedono al Ministro Chatel di provvedere al ritiro dei libri suddetti dai programmi, prima che arrivino sui banchi degli studenti.

Secondo gli onorevoli dell’Ump è inaccettabile lasciar passare il messaggio che l’identità sessuale sia qualcosa di indefinito, “dipendente non solo dal sesso biologico, ma anche dal contesto socio-culturale”, come la teoria su cui quei libri si basano rivelerebbe. Teoria che fa capo all’economista Françoise Milewski, il quale intervistato da L’Express si difende affermando che “introdurre nei libri di scuola la teoria dei studi di genere non significa fare entrare nella scuola un partito preso militante femminista o progressista, ma piuttosto combattere gli stereotipi di ‘maschio’ e ‘femmina’ che sono alla fonte di pesanti disuguaglianze all’interno della società”.

Il vicepresidente del partito radicale (un tempo vicino a Sarkozy), intervistato da Libération, sminuisce le critiche parlandone come “una perdita di tempo che ricorda la caccia alle streghe”, e ricorda come la destra più popolare e conservatrice sia stata spesso protagonista di attacchi omofonici e irrispettosi nei confronti delle diversità e minoranze.

 

 

Paolo Battisti