Wikileaks attacca esercito Usa. Nel 2006 avrebbe giustiziato undici civili in Iraq

Militari

WIKILEAKS IRAQ – Militari americani nel mirino di un ciclone. Pubblicato ieri un file da Wikileaks. Il governo dell’Iraq ha aperto un’indagine circa la rivelazione fatta dal sito internet e riguardante azioni illecite svolte da soldati americani. Nel 2006 infatti militari Usa avrebbero portato alla morte di almeno undici civili di origine irachena e precisamente cinque bambini, cinque donne e infine un uomo. A seguire la notizia diffusa diffusa da Wikileaks due giornali di importanza mondiale quali il New York Times e il Washington Post.

Quando vennero giudicati i fatti tutti i soldati vennero assolti dopo tre mesi di indagine. Il testo diffuso è stato redatto dal sito web e da un ispettore dell’Onu. Il fatto è da ricondurre alla giornata del 15 marzo 2006 nei pressi della zona di Ishaqi, a nord di Baghdad. Nello specifico i soldati, dopo aver trovato una famiglia ll’interno di un’abitazione, avrebbero “legato i polsi a tutti i presenti per poi ucciderli“.

All’ospedale con l’autopsia emerse che “tutti i corpi avevano i segni di proiettili sparati alla testa e i polsi legati”. In merito Nouri Al-Maliki, portavoce del premier iracheno, ha dichiarato: “Vogliamo essere certi che non si sia trattato di uno scontro armato. Se non lo è stato chiederemo giustizia”.

Intanto in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001 la Cia si sarebbe trasformata in un’organizzazione paramilitare che in dieci anni ha lavorato per rintracciare e uccidere terroristi islamici o presunti tali. A lanciare l’accusa è un’inchiesta del ‘Washington Post” che ha scritto: “Continua a fornire analisi su un vasto numero di temi, ma l’attenzione e le risorse sono concentrate sull’antiterrorismo, con l’obiettivo di identificare i target, catturarli o ucciderli”.

Luca Bagaglini