Protesta degli immigrati tunisini a Lampedusa: incendiato il Cpa di Contrada Imbriacola, fuggono in centinaia

Centro di accoglienza a Lampedusa

LAMPEDUSA: IMMIGRATI TUNISINI INCENDIANO CIE PER PROTESTA – Già il 30 agosto scorso il Centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola era stato teatro di una rivolta da parte di un gruppo di tunisini, che chiedevano alle autorità italiane di non essere riportati nel loro Paese. Oggi a Lampedusa è di nuovo caos: alcuni migranti, che da settimane si trovano nel Cpa, hanno incendiato la struttura in segno di protesta contro i rimpatri coatti. Nonostante l’intervento dei vigili del fuoco, le fiamme si sono propagate rapidamente e hanno provocato danni importanti alle tre palazzine che ospitavano gli immigrati: due edifici risultano inagibili e decine di persone sono rimaste intossicate dal fumo. Nel caos che ha seguito l’incendio centinaia di tunisini sono fuggiti. L’azione di protesta, comunque, non spinge il ministero dell’Interno a cambiare linea. “I rimpatri continueranno come deciso”, dicono dal Viminale.

Intanto Bernardino De Rubeis, primo cittadino dell’isola, denuncia l’esasperazione dei lampedusani e chiede al governo di intervenire al più presto. “Il centro è interamente devastato, è tutto bruciato, non esiste più e non può più ospitare un solo immigrato – spiega – ampedusa non ha più un posto. È l’ora che il governo intervenga dopo tanto immobilismo. Avevamo avvertito tutti su quello che poteva succedere ed è accaduto. Questo è uno scenario di guerra. C’è una popolazione che non sopporta più, vuole scendere in piazza con i manganelli, perchè vuole difendersi da sola, in quanto chi doveva tutelarla non l’ha fatto”.

Redazione online