Botta e risposta tra Standard&Poor’s e Berlusconi. L’agenzia di rating: “Le nostre valutazioni sono apolitiche”

Standard&Poor's

STANDARD&POOR’S REPLICA A BERLUSCONI – “E’ colpa dei media”. Con poche parole il premier Silvio Berlusconi liquida una notizia drammatica: il declassamento del rating italiano operato dall’agenzia statunitense Standard&Poor’s, che ha tagliato la valutazione sul nostro debito da livello A+ a livello A. Il presidente del Consiglio rispolvera uno dei suoi cavalli di battaglia e grida al complotto, dichiarando che il giudizio appare dettato “più dai retroscena dei quotidiani che dalla realtà delle cose” nonché deformato da “considerazioni politiche”.

Immediata la controreplica di Standard&Poor’s che, ovviamente, respinge seccamente ogni accusa di faziosità. “I rating –
sovrani di Standard & Poor’s – dicono all’Ansa – sono valutazioni apolitiche e prospettiche del rischio di credito fornite agli investitori”.

In questi giorni ci si aspettava che ad esprimere la valutazione sul nostro Paese sarebbe stata l’agenzia Moody’s, che invece ha rinviato la decisione ad ottobre.

Redazione online