Disordini a Lampedusa

A LAMPEDUSA SCONTRI TRA IMMIGRATI E CITTADINI – E’ scoppiata la violenza a Lampedusa, dove ieri gli immigrati del Centro di prima accoglienza di Contrada Imbriacola hanno incendiato gli edifici che li ospitavano. E la protesta dei migranti contro i rimpatri coatti non si ferma. Oggi i tunisini hanno manifestato nella zona del porto vecchio e alcuni di loro si sono impossessati di tre bombole, contenenti gas, per poi portarle vicino ad una stazione di servizio minacciando di farle esplodere. A questo punto alcune decine di isolani sono intervenuti, aggredendo gli extracomunitari: tra i due gruppi si sono verificati lanci di sassi e oggetti. Gli immigrati sono stati anche protagonisti di scontri con le forze dell’ordine dopo che la polizia, in tenuta antisommossa, ha effettuato alcune catiche per disperdere la manifestazione. La rabbia dei lampedusani sembra essere giunta al punto di esplosione, tanto che in tutta l’isola si sta scatenando una sorta di caccia al migrante.
Mal tollerati anche i giornalisti: alcuni cronisti di Sky Tg24, della Rai e dell’Adnkronos sono stati allontanati e, in qualche caso, anche aggrediti. “Non vi vogliamo – si sono sentiti dire – sparite”.

Intanto il primo cittadino di Lampedusa Bernardino De Rubeis lancia parole durissime verso gli immigrati e chiede a gran voce l’intervento del governo. “Siamo stachi – ha dichiarato il sindaco – Vogliamo essere liberati da 1500 delinquenti. Siamo in presenza di uno scenario da guerra. Lo Stato mandi subito elicotteri, navi per trasferire i tunisini che vagano per l’isola”.

Redazione online