Operai Pirelli morti per il contatto con l’amianto: rinviati a giudizio 11 ex dirigenti

DIRIGENTI PIRELLI INDAGATI PER MORTE OPERAI PER AMIANTO – Ventiquattro. Questo il numero dei dipendenti di due fabbriche della Pirelli che tra il 1979 e il 1988 sono deceduti a causa di un cancro o comunque si sono ammalati di gravissime forme di tumore legate al contatto con l’amianto. Sulla vicenda la procura di Milano ha avviato un’inchiesta, nel quadro della quale il giudice per l’udienza preliminare ha deciso di accogliere la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dai magistrati per undici persone che all’epoca dei fatti avevano incarichi dirigenziali nell’azienda. Sulle loro teste ora pesano le accuse di lesioni gravi colpose e di omicidio colposo.

Secondo la ricostruzione dei pm milanesi, gli operai hanno lavorato per molto tempo a contatto con l’amianto assolutamente privi di protezioni ed è stata proprio questa sovraesposizione alla sostanza tossica a farli ammalare e a portarli, in molti casi, alla morte. L’accusa di omicidio, pertanto, viene resa ancora più pesante dall’infrazione di varie norme in materia di sicurezza.

Si tratta di accuse gravissime, alle quali il gruppo milanese risponde con una nota in cui precisa di aver “sempre agito cercando di tutelare al meglio la salute e la sicurezza dei propri dipendenti, con le misure adeguate alle conoscenze tecniche a disposizione nel corso degli anni”. Nel documento si legge inoltre che “Pirelli non ha mai utilizzato amianto quale componente nella produzione degli pneumatici”.

T.D.C.