Libia: Gheddafi prepara guerra di logoramento, Cnt non trova accordo su formazione di governo

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:22

LIBIA – Passano poche ore dall’audiomessaggio di Muammar Gheddafi e un nuovo video, datato 20 settembre, viene mandato in onda. Ma stavolta è il figlio del rais, Saif al-Islam, a incitare il popolo libico alla resistenza da una delle roccaforti assediate dai ribelli: “Questa terra è la terra dei vostri antenati. Non la consegnate”, grida ad una folla di sostenitori con in braccio un fucile automatico. Minacce che sembrano avere un fragile fondamento come i precedenti audiomessaggi del padre, in una nazione che ormai non attende altro che la sua cattura, sebbene restino radicate sul territorio alcune sacche di lealisti e soldati pronti a lottare fino alla morte. Secondo fonti del Consiglio nazionale transitorio almeno diecimila fedelissimi del rais, appoggiati dalle tribù dei Tuareg, sarebbero pronti ad intraprendere una lunga guerra di logoramento contro i ribelli, a cominciare dalle roccaforti ancora in bilico tra Cnt e forze lealiste. Gli insorti anti-regime sono entrati a Sirte, città natale di Muammar Gheddafi, ma l’avanzata è ostacolata dai cecchini che colpiscono con fucili di precisione e razzi, nascondendosi tra la popolazione e facendosi scudo dei civili, in modo da rendere impossibili gli attacchi aerei della Nato. La città è circondata da numerosi checkpoint onde evitare la fuga di soldati gheddafiani, mentre nella parte occidentale è stato raggiunto un accordo per consentire di lasciare l’area ai membri delle tribù fedeli al Colonnello.

Intanto il Cnt fatica a trovare una via istituzionale e la formazione del governo transitorio è stata rimandata per la seconda volta, mentre i gruppi armati ancora di stanza a Tripoli, che mettono a segno razzie nelle caserme del regime, sono state più volte invitate a ritirarsi e a lasciare il controllo nelle mani della polizia locale. Mettere ordine al caos post-guerra civile in Libia non sarà per nulla facile.

L.C.