Mafia: il pentito Rizza rivela che il figlio di Riina voleva uccidere Alfano

Angelino Alfano

MAFIA: FIGLIO DI RIINA VOLEVA UCCIDERE ALFANO – Dopo quasi nove anni di carcere, Giuseppe Salvatore Riina è tornato in libertà. Il figlio del capo dei capi della mafia siciliana ha lasciato la sua cella all’istituto penitenziario di Voghera da ventiquattro ore e il suo rilascio è stato accompagnato dalle polemiche. Seppure libero, infatti, Riina resta comunque sottoposto a misura preventiva e la magistratura ha disposto il suo trasferimento a Corleone. In un primo momento si pensava che dopo la scarcerazione l’uomo sarebbe andato a vivere a Padova, cosa che aveva però scatenato le proteste degli enti locali: particolarmente ostili i rappresentanti della Lega Nord, che avevano detto forte e chiaro di non voler ospitare il mafioso.
I magistrati comunque hanno deciso diversamente, rispedendo Riina nella sua terra d’origine. Anche in questo caso, però, la reazione è stata ostile e il sindaco Antonio Iannazzo non esita ad esprimere il disagio dell’intera comunità, definendo “pericolosa” la presenza del figlio del boss in città.

La posizione di Riina, già delicata, potrebbe essere inoltre aggravata da nuove accuse nei suoi confronti provenienti dal pentito Luigi Rizza. Stando a quanto si apprende, infatti, il collaboratore ha riferito nei mesi scorsi di essere venuto a conoscenza, nel 2009, dell’intenzione dei vertici di Cosa Nostra di uccidere Angelino Alfano, all’epoca ministro della Giustizia. La paternità del progetto dell’attentato sarebbe da attribuire appunto a Giuseppe Riina e l’idea sarebbe nata in seguito all’irrigidimento del 41 bis, cioè il regime di carcere duro previsto per i mafiosi.
La procura di Catania ha avviato un’indagine al riguardo per verificare le affermazioni di Rizza.

T.D.C.