Ennesimo strappo tra Berlusconi e Tremonti: il Pdl si schiera a fianco del premier

Giulio Tremonti e Silvio Berlusconi

ANCORA CONTRASTI TRA BERLUSCONI E TREMONTI – Non c’è pace nei rapporti tra Silvio Berlusconi e Giulio Tremonti. Un paio di settimane fa il ministro dell’Economia ha scatenato l’ira del premier non presentandosi al voto alla Camera sull’autorizzazione all’arresto del suo ex consigliere Marco Milanese. Il presidente del Consiglio, che non l’aveva presa bene, aveva appena iniziato a smaltire la rabbia quando, dopo qualche giorno, è scoppiato il caso Draghi: il governo è infatti diviso sul nome del prossimo governatore della Banca d’Italia e, se da una parte Berlusconi preferirebbe Fabrizio Saccomanni, dall’altra Tremonti cerca di spingere Vittorio Grilli.

Ora un nuovo elemento di contrasto si innesta nel tormentato rapporto tra il Cavaliere e il suo ministro più importante. Questa volta a mandare Berlusconi su tutte le furie sono le dichiarazioni rilasciate dal titolare del Tesoro dopo il vertice Ecofin in Lussemburgo. Parlando con i giornalisti dopo il summit, Tremonti si era detto convinto che la riduzione dello spread tra i bonos spagnoli e i bund tedeschi fosse da attribuire anche e soprattutto alla convocazione di “elezioni anticipate“.
Erano stati in molti a chiedersi se il ministro alludesse all’Italia, quindi il diretto interessato si era visto costretto a fare marcia indietro, negando ogni allusione a questioni politiche interne. Ma era già troppo tardi. La notizia è rimbalzata sui media nazionali e Berlusconi non l’ha proprio mandata giù: il Cavaliere non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali al riguardo, ma che il suo umore sia nero si apprende da chi gli sta vicino. Giuliano Ferrara, intervenendo alla trasmissione Agorà su Raitre, assicura che il premier “è furibondo”. E non è solo lui ad essere infastidito, anzi contro Tremonti insorge praticamente tutto il Pdl. Il ministro degli Esteri Franco Frattini spera che si sia trattato solo di una leggerezza e che Tremonti effettivamente non si riferisse al nostro Paese. Il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto si dissocia dalla posizione del ministro del Tesoro e definisce la convocazione di elezioni anticipate come “una sciagura”. Giancarlo Galan, infine, accenna alla questione nel corso dell’apertura di un convegno Mediaset: il ministro dei Beni culturali dichiara che “anche ai ministri più esperti capita di dire “fesserie colossali”.

Tatiana Della Carità