Cina: altri due giovani monaci buddisti si danno fuoco

Manifestazione del movimento 'Free Tibet'

CINA: MONACI BUDDISTI SI DANNO FUOCO – Continua in Tibet il fenomeno di auto-immolazione dei monaci in segno di protesta contro l’occupazione cinese dei territori tibetani e contro la persecuzione delle autorità di Pechino nei confronti delle loro comunità religiose. L’associazione per i diritti umani “Free Tibet” fa sapere che, a partire dallo scorso marzo, ben sette sono stati i monaci – tutti molto giovani – che hanno deciso di dare via la propria vita appiccandosi fuoco.
A marzo 2011 nella contea di Aba (nella provincia cinese del Sichuan, dove vive una consistente comunità tibetana) un monaco di nome Rigzin Phuntsdog si è dato fuoco; ai primi di ottobre è stata la volta del 29enne Tewang Norbu, nel monastero di Nyitso (città sud-occidentale di Daofu), divenuto l’epicentro della protesta anti-cinese dei monaci e che a maggio ha subito una dura repressione da parte dell’esercito di sicurezza che ancora lo presidia e sottopone a controllo; e ancora il 3 ottobre è successo a un altro monaco, che si è auto-immolato in un mercato della Cina occidentale (“La polizia ha spento le fiamme, ma dove si trovi attualmente Kalsang non si sa, come non si conoscono le sue condizioni di salute”, avevano fatto sapere gli attivisti di Free Tibet attraverso una nota).

Oggi la notizia riguarda due giovanissimi monaci buddisti appartenenti al monastero Kirti, immolatisi vestendo abiti civili nella zona centrale della città di Aba (sempre nella provincia del Sichuan): Choepel di 18 anni – del quale è stata ufficializzata la morte- e Khayang di 19 anni – le cui condizioni sono ancora da accertare.

Annarita Favilla