Dl sviluppo: il Pdl diviso sulla possibilità di un condono tombale. Indignate le opposizioni

Fabrizio Cicchitto

PDL NON ESCLUDE CONDONO TOMBALE – Nel mondo politico piovono le reazioni alle ultime indiscrezioni che emergono sul dl sviluppo. Silvio Berlusconi, che ha deciso di tagliare fuori Tremonti e di affidare la redazione del testo a Romani, starebbe infatti discutendo con i suoi sull’eventuale introduzione di un condono tombale. La misura consisterebbe in una sanatoria definitiva e l’esecutivo la starebbe prendendo in considerazione come strumento per portare liquidità allo Stato.

Al momento comunque non c’è ancora nulla di certo, anche perché lo stesso Pdl appare diviso al riguardo. Se da una parte ci sono i possibilisti, come i capigruppo del partito al Senato e alla Camera Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto, che spiegano che si possono “considerare tutte le misure” e che “si sta discutendo di tutto”, dall’altra c’è anche chi, come il ministro Franco Frattini, nega che la questione sia “stata materia di discussione negli incontri recenti”.

Le opposizioni sono invece compatte nel bocciare l’idea, vista unanimemente come una sorta di premio per i ‘furbi’ e, per contro, una penalizzazione degli onesti. Per il Pd parla Stefano Fassina, che ritiene che l’iniziativa dimostri il “degrado morale dell’Italia berlusconiana” e che rappresenti un’ulteriore “conferma dell’inadeguatezza del governo”. Gli fa eco Antonio Di Pietro, che definisce l’eventualità del condono come la “tomba della democrazia”. “oltre che antidemocratici sono pure incapaci – aggiunge il leader Idv – Hanno parlato molto e sempre a vanvera del decreto sviluppo. Adesso che bisogna passare dalle parole ai fatti non sanno più cosa metterci dentro”.

T.D.C.