Terremoto nella Lega: al congresso di Varese Bossi contestato per la nomina di Canton

Umberto Bossi

MILITANTI LEGA CONTESTANO BOSSI PER NOMINA CANTON – “La tessera questa volta la brucio”. In queste poche parole, pronunciate da un esponente locale della Lega subito dopo il congresso del partito a Varese, riassumono tutto il malumore e l’insoddisfazione del popolo padano. I vertici del Carroccio negano, ma si sta verificando l’inimmaginabile: lo scollamento del partito di Bossi dalla base locale. Il radicamento sul territorio è stato fin dall’inizio la grande forza della Lega ma ora gli elettori si stanno accorgendo che i loro rappresentanti presso il governo di Roma non ascoltano più le richieste della piazza, della pancia della Padania: il Senatur da una parte infiamma la folla durante i comizi evocando la secessione e la creazione dello Stato del Nord, ma dall’altra non si decide – come invece vorrebbero la maggior parte dei militanti – a rompere con Berlusconi, a fare il passo decisivo per staccarsi definitivamente da un premier con cui invece finisce sempre per trovare un compromesso.
Insomma, al Nord c’è aria di tempesta e l’insoddisfazione è appunto esplosa durante la convention varesina, nel corso della quale è stata annunciata la nomina, fortemente voluta dallo stesso Bossi, di Maurilio Canton a segretario provinciale. Ed è proprio nel momento dell’annuncio della nomina che scatta la molla della contestazione: i presenti rumoreggiano, fino al punto di lanciarsi in un coro, chiedendo di poter votare sul nome del segretario, che è stato invece imposto dall’alto.
Ora, se nella Lega, che non è certo nota per la vivacità del suo dibattito interno, viene contestato quello che in questi anni è stato sempre considerato il leader indiscusso, qualcosa che non va deve proprio esserci. Il Senatur minimizza, dicendo che si è trattato di un’alzata di testa da parte di un gruppetto di “fascisti”, ma in realtà l’episodio non è da sottovalutare. La Lega, proprio come il Pdl, sta attraversando, per la prima volta nella sua storia, una crisi nel rapporto con l’elettorato e i suoi esponenti agiscono in modo sempre meno omogeneo: una delle ragioni per cui l’attuale esecutivo è allo sbando va ricercata proprio nel fatto che i due grandi partiti che lo compongono sono troppo occupati a gestire sia le difficoltà nella loro alleanza che le spaccature interne a ciascuna formazione.
E al congresso del Carroccio, dunque, il clima era talmente teso che Canton non ha neanche pronunciato un discorso, paventando contestazioni: tra i presenti, infatti, stavano iniziando a volare parole grosse ed è partito pure qualche spintone. In particolare i militanti locali lamentano una perdita di identità da parte del partito, che si è via via lasciato fagocitare dai meccanismi di nepotismo tipici della politica italiana, dando spazio, come spiega uno dei sindaci a “piccole lobby interne che portano avanti interessi di bottega”.

E la polemica non sembra destinata a spegnersi rapidamente, tanto che qualcuno stanotte ha affisso uno striscione sull’edificio che ospita la segreteria provinciale di Varese. “Canton segretario di chi? – si legge – Di nessuno”.

Tatiana Della Carità