Il governo va sotto alla Camera sul rendiconto dello Stato: bocciato l’articolo 1

La Camera dei deputati

GOVERNO BATTUTO ALLA CAMERA SU RENDICONTO DELLO STATO – La crisi del governo è sempre più palese. Anche se Silvio Berlusconi continua a ribadire di non avere intenzione di rassegnare le dimissioni e che l’esecutivo non cadrà, la maggioranza sta annaspando e la sua capacità di azione è paralizzata dai contrasti interni. La criticità della situazione è emersa oggi, per l’ennesima volta, nel corso del voto della Camera in merito al rendiconto dello Stato relativo allo scorso anno: l’Aula di Montecitorio ha bocciato l’articolo 1 del documento.
L’esito negativo della votazione ha suscitato l’immediata reazione delle opposizioni, che hanno invocato rumorosamente le dimissioni del premier: nel giro di pochi minuti è scoppiato il caos e il presidente della Camera Gianfranco Fini ha deciso di rimandare a domani l’esame del rendiconto di bilancio.
Sia i voti favorevoli che quelli contrari sono stati 290 ma per l’approvazione sarebbe stato necessario raggiungere quota 291. Tra l’altro nelle file del Pdl spicca l’assenza del ministro dell’Economia Giulio Tremonti nei confronti del quale in questo momento serpeggia un certo risentimento: ironia della sorte, è stato proprio lui a non partecipare alla seduta, facendo quindi mancare quel voto in più.

Le opposizioni vedono nel risultato del voto odierno un’ulteriore prova della già evidente paralisi del governo e chiedono appunto lo scioglimento dell’esecutivo. E’ lo stesso Fini il primo a sottolinearlo, parlando di un episodio “senza precedenti” e con “evidenti implicazioni politiche“. “Il governo non ha più i numeri”, gli fa eco il futurista Benedetto Della Vedova. “Mi aspetto che Berlusconi salga al Colle per dimettersi“, aggiunge ancora il leader del Pd Pier Luigi Bersani.

T.D.C.