Fratellini scomparsi a Gravina, la madre chiede la riapertura del caso: “Sono morti per dare una prova di coraggio”

Francesco e Salvatore Pappalardi

FRATELLINI GRAVINA: MADRE CHIEDE RIAPERTURA CASO – Venti mesi con il fiato sospeso. Poi la macabra scoperta: in una vecchia cisterna abbandonata a Gravina ci sono dei resti umani e appartengono a Francesco e Salvatore Pappalardi, i due fratellini scomparsi dalla cittadina pugliese a giugno del 2006. Le ricerche si sono protratte per quasi due anni fino a quando, a fine febbraio 2008, i loro corpi sono stati rinvenuti in un pozzo. In un primo momento gli investigatori avevano disposto l’arresto del padre dei ragazzini, accusato di duplice omicidio e di occultamento di cadavere, ma poi si è giunti alla conclusione che la loro caduta era avvenuta accidentalmente durante un gioco e l’uomo era stato rilasciato.

Il caso è stato archiviato dalla procura di Bari ma ora la madre dei due bambini ne chiede la riapertura: Rosa Carlucci ritiene infatti che i suoi figli siano caduti nella cisterna per mettere in atto una “prova di coraggio” imposta da altri ragazzini. Tra questi, aggiunge la donna, figura anche il ragazzo che cadde nel pozzo in cui si trovavano i resti di Ciccio e Tore: fu proprio per salvare lui che i pompieri scoprirono la presenza dei corpi dei fratellini.

T.D.C.