Rivolta in Siria: l’esercito di al-Assad spara sulla manifestazione, uccisi donne e bambini

RIVOLTA IN SIRIA – Il bagno di sangue non accenna a fermarsi in Siria dove nella giornata di ieri l’esercito ha nuovamente sparato sulla folla uccidendo 12 civili e ferendone una quarantina, tra cui donne ebambini. Nel venerdì di protesta la popolazione è scesa in massa per le strade in seguito ad un appello lanciato su Facebook dai militanti pro-democrazia, che chiedevano un immenso corteo pacifico in sostegno dei soldati dissidenti che hanno deciso di abbandonare i ranghi del regime e  unirsi in armi per combattere contro le truppe ancora fedeli al dittatore Bashar al-Assad. Contemporaneamente alle dimostrazioni pacifiche represse nel sangue, furenti scontri a fuoco si sono verificati fra soldati e disertori nella regione di Damasco e 25 militari di ambo le parti sono stati uccisi.

Nel venerdì di protesta ha perso la vita anche un ragazzino di 11 anni e gli attivisti siriani trasmettono un video amatoriale diffuso da Youtube, che mostra il corpo dell’undicenne riverso su una tavola e con un foro al centro del petto. La piccola salma è avvolta in un lenzuolo che viene leggermente scostato per mostrare la ferita mortale. Secondo stime attendibili Ibrahim Shbayan è la 210/ma vittima di minore età ad aver perso la vita dal febbraio scorso, quando sono scoppiate le rivolte anti-regime, per un totale di oltre 3mila morti. Dal canto loro, le autorità di Damasco finora hanno parlato di 1.110 uccisi tra agenti e militari e circa 700 civili morti.

Intanto ieri sono scesi in piazza anche decine di migliaia di curdi siriani del Nordest per invocare le dimissioni di al-Assad, considerato il mandante dell’assassinio di Mishaal Tammo, celebre oppositore curdo e membro del Consiglio nazionale di oppositori costituitosi a Istanbul agli inizi di ottobre.

L.C.