Scontri Roma, Alemanno: “Credo di aver fatto il massimo”

Gianni Alemanno, sindaco di Roma

SCONTRI ROMA ALEMANNO – Maxi operazione svolta dalla polizia e incentrata sulle zone che ha ‘ospitato’ le manifestazioni degli indignatos, dal Trentino alla Sicilia. Un’operazione, questa, iniziata dopo quanto accaduto a Roma surante quella che doveva essere una manifestazione pacifica e che invece lo è stata in tutto il resto del mondo eccezione fatta per il paese Italia.

In merito Alfredo Mantovano, sottosegretario all’interno, ha spiegato ai microfoni di Sky Tg24 che “l’operazione di polizia è la risposta seria del lavoro delle forze dell’ordine“. L’uomo ha tenuto a precisare che non si è trattato di un’operazione mirata a danneggiare i centri sociali, bensì a trovare i responsabili dello scempio di Roma. “Non bisogna mettere tutto sullo stesso piano, tutti sanno – ha continuato – che tra i manifestanti pacifici si sono inseriti i violenti che hanno utilizzato anche il corteo come scudo“. “Non deve meravigliare se sono in corso perquisizioni anche in ambienti ultrà”, ha concluso.

A dire la sua è stato, ovviamente, anche il sindaco della capitale, Gianni Alemanno, il quale al ‘Messaggero’ ha sottolineato l’importanza del pugno di ferro contro i colpevoli. “Basta buonismo. Bisogna indagare senza sosta e con tutte le forze possibili per individuare quei teppisti che sabato hanno devastato Roma. Sono degli animali, devono finire in carcere e ci devono restare il più a lungo possibile“. “Mi auguro che la magistratura – ha poi detto – non li rilasci il giorno dopo come è successo il 14 dicembre dell’anno scorso, tra gli applausi di certi esponenti permissivisti del centrosinistra. L’impunità di un anno fa è stato il seme della guerriglia di sabato”.

Per quanto riguarda le manifestazioni in piazza è necessario introdurre “regole più severe. Non si possono fare cortei di 100 mila persone senza un servizio d’ordine interno. Manifestazioni così imponenti forse vanno fatte stanziali”. “Io credo – ha concluso – di aver fatto il massimo“, anche in relazione al fatto che con indagini e fermi preventivi “si sarebbero subite le proteste di certe frange politiche che avrebbero denunciato uno Stato di polizia”.

A condannare le violenze di Roma sono stati in generale tutti gli esponenti del mondo politico.

Luca Bagaglini