Strage di piazza della Loggia: le rivelazioni di un pentito suffragano la pista veneta

Piazza della Loggia a Brescia dopo l'esplosione

PIAZZA DELLA LOGGIA: DA UN PENTITO NUOVE RIVELAZIONI – E’ il 28 maggio del 1974 quando a piazza della Loggia a Brescia, poco dopo le 10 del mattino, si scatena l’inferno. Una bomba esplode all’interno di un cestino della spazzatura: lo scoppio provoca la morte di otto persone e centodue feriti. Le indagini avviate dopo la strage hanno coinvolto numerosi esponenti dell’estrema destra ma non sono riuscite a fare completamente luce sulle responsabilità dell’attentato: gli imputati e gli indagati delle tre istruttorie aperte sul caso piazza della Loggia (tra cui il fondatore di Ordine nuovo Pino Rauti e Delfo Zorzi) non sono stati condannati in via definitiva (anche se nell’ultimo processo è stato pronunciato solo il primo grado di giudizio, l’appello è fissato per febbraio 2012).

Nuove informazioni utili potrebbero arrivare da un pentito, che lo scorso anno ha deciso di collaborare con gli inquirenti. L’uomo, che ha 60 anni, è friulano ed è stato molto a contatto gli ambienti dell’estremismo di destra, ha riferito le confidenze che gli sarebbero state fatte nel 1974 da un ragazzo, allora 17enne: il giovane faceva parte di un movimento di estrema destra e avrebbe detto al collaboratore di “aver avuto un ruolo operativo nella strage”. Gli investigatori stanno ancora lavorando per verificare l’attendibilità di queste dichiarazioni che, se si rivelassero fondate, andrebbero a suffragare la cosiddetta “pista veneta” più volte presa in considerazione dai pm bresciani.

T.D.C.