Libia, festa della liberazione. Nuova costituzione basata sulla Sharia

Mahmoud Jibril

LIBIA – Il tiranno Muammar Gheddafi è stato ucciso sotto gli occhi di tutto il mondo, la Libia festeggia la liberazione nazionale, ma Saif al-Islam ha promesso che continuerà a lottare contro gli occidentali e i ribelli. In un breve messaggio audio rilasciato dalla tv siriana Al Rai, il figlio del rais non si rassegna a deporre le armi e lancia la sfida al Cnt e alla Nato: “Io vi dico, andate all’inferno, voi e la Nato dietro di voi. Questo è il nostro Paese, noi ci viviamo, ci moriamo e stiamo continuando a combattere”. Smentisce le notizie circa la sua cattura o eventuale ferimento in battaglia e minaccia di rinfocolare a resistenza nella roccaforte di Bani Walid: “Ho ricevuto un messaggio dalle tribù di Bani Walid – ha detto Saif- che parla di un generale consenso fra di loro per rispondere alle minacce delle bande di ratti,  i rivoluzionari e la Nato”.

 

Ma in Paese nessuno pare dare peso alle parole del figlio di Gheddafi e ieri decine di migliaia di persone sono scese per le strade di Bengasi, prima città liberata, per festeggiare il primo giorno di liberazione, mentre su un palco si alternano le orazioni di vari ufficiali, letture del Corano e preghiere. “Dichiariamo al mondo intero che abbiamo liberato il nostro Paese, con le sue città, con i suoi villaggi, le nostre più altre montagne, i deserti e i cieli tutti – ha urlato il vicepresidente Abdul Hafiz Ghoga -… Alzate le vostre teste. Siete libici liberi, liberi dal giogo di Gheddafi”.

 

Intanto la salma del Colonnello non ha ricevuto ancora sepoltura, nonostante il normale rito islamico lo richieda entro 24 ore. ieri sono giunti i risultati dell’autopsia che hanno confermato il ritrovamento di due proiettili nel corpo, uno in testa e l’altro nell’addome, ma non si sa da chi sono stati sparati. “Dato che c’è stato un conflitto a fuoco – ha dichiarato il premier Mahmoud Jibril – il proiettile potrebbe essere arrivato dall’arma di una delle sue stesse guardie come da quella di un combattente della rivoluzione”, cercando di mettere fine alla querelle sulle dinamiche della morte del rais. Il Consiglio nazionale transitorio ha annunciato che le spoglie saranno restituite ai familiari.

 

Ma a preoccupare la Comunità internazionale sono le dichiarazioni fatte dallo stesso Jibril, il quale ha annunciato che la legge islamica della Sharia sarà la base del nuovo ordinamento e che decadranno tutte le leggi non conformi alla religione, come quelle sul divorzio e sul matrimonio (Gheddafi vietava la poligamia), oltre che l’apertura di banche islamiche, dove non esistono interessi nè usura. Una ‘democrazia’ probabilmente diversa da quella sperata dall’Occidente…

 

Luigi Ciamburro