Il Popolo della Libertà nel 2011 tessera ottocentomila persone: solo DC e Partito Comunista hanno fatto meglio

TESSERAMENTO POPOLO DELLA LIBERTA’ – Non conta la crisi economica, non  conta la recessione, non conta una finanza disastrata, non conta l’aumento della inoccupazione, non contano i processi a carico di Berlusconi, non conta un governo non capace di uscire dal pantano in cui lui stesso si è messo, non conta un partito apparentemente allo sbando dove si formano in continuazione correnti e capipopolo in attesa dell’uscita di scena del “Grande Vecchio”…

Insomma, di “non conta” ne potremmo scrivere a centinaia, ma il dato di fatto è che, alla chiusura del tesseramento, il Popolo delle Libertà nel 2011, secondo una dichiarazione fatta dal coordinatore del partito Ignazio La Russa, vedrà la bellezza di 800mila affiliati che avranno in mano la tessera. Solo il Partito Comunista nel decennio susseguente il dopoguerra e la Democrazia Cristiana nel 1990 fecero di meglio, superando i due milioni di iscritti.

Domandarci come sia possibile, in un momento di totale scollamento dalla politica, che un partito che non è mai riuscito a radicarsi in maniera compiuta sul territorio (basti pensare alle difficoltà quasi sempre avute nelle competizioni elettorali locali), trovi la capacità di attrarre l’interesse di centinaia di migliaia di persone. I “generali” del Popolo della Libertà in tono trionfalistico celebrano questo risultato sottolineando che da questo tesseramento viene una fortissima spinta dal basso, di gente che è stanca di stare a guardare e vuole partecipare e dire la sua sulle sorti del Paese.

Alcuni “detrattori” invece pensano che soprattutto in questa occasione si siano attivati i “Signori delle Tessere” in previsione del sopracitato “pensionamento” del Cavaliere. E quindi forse è arrivato il momento di cominciare a contarsi e dare qualche dimostrazione di forza, in un Partito con un leader vetusto e con un segretario (Angelino Alfano) messo sul trono con un gesto d’imperio che dovrà dimostrare, nonostante la (in politica) giovane età, di rimanere in sella destreggiandosi tra decine di personaggi bramosi di prendere anche il suo posto.

Sapremo a breve se questo sarà un tesseramento “pilotato” o se si è trattato veramente di una sana spinta dal basso, dove anche gli elettori del centro destra (come cercano di fare, anche se con scarso successo, quelli di centro sinistra) vogliono far sentire la propria voce.

Nel mentre il Paese sta andando al collasso. La disoccupazione cresce e stanno finendo la cassa integrazione e la mobilità per migliaia di lavoratori. La finanza va male, l’economia va peggio. Nessuna ricetta vera da parte della destra o della sinistra. Si fa demagogia, si prende tempo, si aspettano tempi migliori…ma da soli è difficile che arrivino se non si fa assolutamente nulla.

 

Redazione On Line