Giorgio Napolitano, mercati e opposizioni: ultimatum a Silvio Berlusconi

 

Dopo il violento crollo delle Borse il Capo dello Stato Giorgio Napolitano lancia un monito contro le forze politiche di maggioranza, e non solo, affinchè si rispettino i punti fissati con Bruxelles e sottolinea la pressione esercitata da opposizioni, sindacati, imprenditori e forze sociali che chiedono un urgente ‘cambio di passo’ prima che il Paese imbocchi la strada di una crisi irreversibile. Silvio Berlusconi prosegue dritto e finge di ignorare persino le spine nel fianco costituite da alcuni stessi uomini di maggioranza, che annunciano defezioni da un momento all’altro: Roberto Antonione, ex coordinatore di Forza Italia, ha ieri deciso di lasciare la maggioranza: “Esco dal gruppo parlamentare e non voterò più la fiducia al governo. Berlusconi se ne deve andare subito e allargare la maggioranza ad altri partiti del centro destra”. E nell’ultimo vertice di maggioranza, secondo fonti non confermate, anche il ministro Giulio Tremonti avrebbe lasciato intendere la necessità di discontinuità nell’azione di governo per un nuovo rilancio.

Il Cavaliere tenta di rassicurare sia il Colle che i leader europei, promette unì”azione tempestiva e rigorosa” e che le misure verranno illustrate giovedì prossimo al G20 di Cannes, lasciando trapelare l’ipotesi di un maxiemendamento da inserire nella Legge di stabilità. Ma il premier dovrà fare i conti anche con le opposizioni sempre più agguerrite e apparentemente coese: in una nota congiunta Casini, Fini e Rutelli chiedono al governo di riferire in Parlamento prima del vertice europeo al fine di fare chiarezza sulla situazione finanziaria. Il leader del pd, Pier Luigi Bersani, ha tenuto un colloquio telefonico con il Presidente della Repubblica: “La situazione è drammatica e come dice il presidente Napolitano bisogna fare qualcosa e questo qualcosa dovrebbe essere un gesto politico, cioè l’annuncio di un cambiamento, un gesto di discontinuità perchè il tasso di credibilità in questo momento dell’azione di governo è pari a zero”. Antonio Di Pietro segue a ruota le dichiarazioni di Bersani e sul suo profilo Facebook scrive: “Non scarichiamo sul referendum greco le responsabilità del governo italiano. Sono due cose diverse. In Italia c’è una crisi nella crisi, un’anomalia nell’anomalia. C’è la crisi di credibilità di questo esecutivo che è la causa della crisi e non può quindi essere la cura. L’emergenza è tale –  conclude l’ex pm – che bisogna andare oltre la mera opposizione per creare un’alternativa di governo o per affrontare una tornata elettorale”.

 

Luigi Ciamburro