Islanda, disoccupazione e crisi economica: sempre di più quelli che cercano fortuna altrove

Reykjavik

DISOCCUPAZIONE  E CRISI IN ISLANDA – Che l’Islanda non se la passi bene è cosa nota: crisi delle banche, disoccupazione, crescita del Pil che sta lentamente riprendendo ritmo. Ma lo stato di salute di una nazione si misura anche in altri modi, che forse ancora meglio fotografano la situazione. E in questo caso utile è la statistica che mostra come dall’inizio dell’anno la differenza tra coloro che sono andati a cercare fortuna altrove e quelli che sono immigrati in Islanda sia nettamente a favore dei primi: 1.400 in più quelli che se ne sono andati.

Il trend è in linea con quanto accaduto l’anno scorso, quando la differenza tra immigrati ed emigrati aveva visto i secondi in vantaggio di 2.000 persone. Numeri piccoli, è vero, ma solo in senso assoluto: non va dimenticato infatti che l’Islanda ha una popolazione di poco superiore alle 300.000 unità. Dall’inizio della crisi, sono 8.000 in più quelli che se ne sono andati rispetto a quelli arrivati.

L’IcelandReview scrive che in pratica sono cinque gli islandesi che ogni giorno fanno le valigie e se ne vanno: la maggior parte (il 60%) ha tra i 20 e i 40 anni, in pratica persone che stanno cercando il primo impiego e non lo trovano, oppure che lo hanno perso e faticano ad ottenerne un altro. I sindacati lanciano l’allarme soprattutto perché dall’isola stanno andando via molti giovani con un alto livello di istruzione. I dati sulla disoccupazione raccontano del resto di una situazione che va lentamente migliorando, ma che rimane difficile soprattutto per un paese per anni abituato ad avere solo una manciata di disoccupati: nel terzo trimestre quelli senza un lavoro erano il 5,9%. Rispetto al secondo trimestre dell’anno sono un migliaio quelli che sono riusciti a rientrare nel ciclo produttivo.

Antonio Scafati