Lega Nord, Roberto Calderoli esclude governo tecnico. “In Parlamento nani e ballerine”

 

LEGA NORD – Durante un convegno sul federalismo organizzato dal partito del Carroccio a Saluzzo, il ministro Roberto Calderoli ha espresso la sua linea su governo e crisi economica, offrendo ‘pedate’ e carezze agli uomini della coalizione e al premier Silvio Berlusconi, reo a suo dire di mancanza di determinazione. Tutto sommato il ministro leghista approva l’operato del Cavaliere pur se la sua carriera politica è stata maculata da qualche spiacevole episodio, “cretinate” come la “storia delle donnine” o l’aver portato in Parlamento “pochi nani e ballerine“. Un governo in difficoltà più per le pressioni esterne che per incapacità di amalgama, dato che nel 2001 ci fu la caduta delle Torri Gemelle, ora la crisi internazionale, eventi capaci di scardinare qualsiasi fronte di maggioranza. “Nessuno voleva fare i tagli ma la crisi c’è ed è pesantissima”, ha dichiarato Calderoli, ma ora tocca “rimboccarsi le maniche tutti insieme, altrimenti non ne esce nessuno”.

Nessuna apertura all’ipotesi di governo tecnico, in quanto sarebbe da considerare un tradimento alla volontà popolare scaturita dalle ultime elezioni, perchè “chi viene votato e vince le elezioni governa, chi non è votato sta all’opposizione”. Ma sulla compravendita di parlamentari la Lega tira dritto e punta l’indice contro i diretti interessati: “Quando vedo che in Parlamento qualcuno rema contro mi arrabbio un pò, ma quando vedo che nel governo c’è qualcuno che lavora contro e fa il guastafeste, allora dico prima della fine della legislatura qualche pedatina nel sedere gliela vorrei dare“.

E non poteva mancare un accenno al federalismo e alla crisi finanziaria che ha costretto la maggioranza a fare promesse a Bruxelles ai danni dei cittadini: “Mi chiedo se valga la pena di restare in Europa. C’è una parte del Paese che va meglio della Baviera e una parte dell’Italia che è peggio della Grecia. Ma se la nave affonda – ha dichiarato il ministro della Semplificazione -, il Nord si arrangia da solo”.

 

Luigi Ciamburro