Lele Mora sceglie il patteggiamento, 4 anni e 3 mesi per bancarotta fraudolenta. La difesa chiede i domiciliari

Lele Mora

LELE MORA PATTEGGIAMENTO – Il nome di Lele Mora è balzato all’attenzione dell’opinione pubblica nel 2007, in seguito al coinvolgimento nell’inchiesta nota come Vallettopoli. Il manager di Bagnolo di Po è stato poi prosciolto nel quadro dell’indagine-scandalo aperta dai magistrati di Potenza ma in seguito il talent scout ha avuto altri problemi giudiziari: quello più noto è costituito dall’accusa di favoreggiamento alla prostituzione, anche minorile, nell’ambito del processo aperto sul caso Ruby: con la stessa imputazione sono coinvolti anche il consigliere regionale Nicole Minetti e il direttore del Tg4 Emilio Fede, mentre il premier Silvio Berlusconi è accusato di prostituzione minorile e concussione. Il processo sullo scandalo Ruby è iniziato solo ad aprile, ma nel frattempo Mora è stato arrestato a Milano con l’accusa di bancarotta fraudolenta, nel quadro delle indagini avviate dai pm del capoluogo lombardo sul fallimento della sua LM Management.

In questo caso l’ex agente dei vip – ricoverato all’ospedale San Paolo il 30 settembre scorso in seguito ad un malore – ha scelto il patteggiamento, che oggi ha portato al pronunciamento di una condanna a quattro anni e tre mesi di carcere e al divieto di gestire imprese per 10 anni. Inoltre i suoi avvocati hanno chiesto gli arresti domiciliari, in merito ai quali però il gup non ha ancora deciso. I legali hanno fatto sapere che Mora non sta ancora bene che è dimagrito di oltre trenta chili.

T.D.C.