Crisi di governo: tutti contro Silvio Berlusconi, Lega Nord ordina elezioni anticipate

 

CRISI DI GOVERNO – E’ terminato in tarda nottata l’ennesimo vertice del Pdl a Palazzo Grazioli, dove Silvio Berlusconi ha tastato il terreno non ancora franato intorno a lui e progetta le prossime mosse parlamentari. Nella giornata di oggi è atteso il voto sul rendiconto alla Camera e il partito del premier si dice convinto di uscirne indenne. Dopo di che il Cavaliere dovrebbe decidere se continuare nell’azione di governo o chiedere le dimissioni. La mossa più probabile è quella di convocare un summit Lega-Pdl per prendere la decisione finale. Secondo alcuni presenti al vertice notturno diversi dirigenti avrebbero fatto richiesta a Berlusconi di compiere un passo indietro, ma avrebbe ribadito di voler prendere ancora del tempo, ma intorno a lui non c’è più coesione. Tant’è che Gaetano Pecorella, uno degli uomini più fidati del premier, in un’intervista al programma radiofonico “La Zanzara” ha detto a chiare lettere: “Il mercato dice chiaramente che Berlusconi è un danno per il paese. È un dato di fatto che la borsa è salita in relazione alla notizia delle dimissioni di Berlusconi. Il premier deve prendere atto che in questo momento bisogna farsi da parte e bisogna voltare pagina. Anche i mercati aspettano un cambiamento” e propone un governo di unità nazionale con Pdl, Pd e Udc, con la Lega che “può starsene anche all’opposizione”.

 

Dal canto suo il partito del Carroccio esclude con fermezza l’ipotesi di un governo tecnico e il suo ingresso in un esecutivo di larghe intese, propenso com’è a recarsi alle urne quanto prima, confermando l’intesa Pdl-Lega, anche se magari con un nuovo candidato pidiellino. Nel pomeriggio di ieri il leader Umberto Bossi ha radunato lo stato maggiore del partito a Milano per fare il punto della situazione: secondo i lumbard l’iter legislativo sta per terminare, appoggeranno il premier sul rendiconto alla Camera, ma chiedono a gran voce quel passo indietro invocato dall’intera classe politica, di destra e di sinistra.

 

Luigi Ciamburro