Crisi di governo, Silvio Berlusconi ko alla Camera. Angelino Alfano è il nuovo candidato premier

 

CRISI DI GOVERNO – Il crollo della maggioranza di centrodestra era nell’aria da settimane, se non da mesi. Il premier Silvio Berlusconi ieri è stato battuto alla Camera, pur se il rendiconto è stato approvato per la volontà delle opposizioni di astenersi dal voto. Il capo del governo non ha avuto altra scelta che salire al Colle per un faccia a faccia con il presidente Giorgio Napolitano e ha promesso elezioni anticipate, previa aprrovazione del ddl stabilità promesso all’Europa. Ma il Capo dello Stato ha dichiarato che prima di annunciare nuove elezioni vorrà ascoltare il parere di tutte le forze politiche e sono in molti a protendere per un governo tecnico, magari guidato da Mario Monti.

 

Il disegno del Cavaliere è quello di non consentire la formazione di governi alternativi e recarsi alle urne già nel mese di gennaio, con Angelino Alfano candidato premier di una coalizione appoggiata dalla Lega Nord. Una mossa approvata anche dal leader del Carroccio Umberto Bossi che, dal canto suo, deve fare i conti con l’ala dei maroniani, più propensi ad un governo di transizione. Nella tarda serata di ieri si è tenuto un vertice a Palazzo Grazioli tra lo stato maggiore del Pdl e quello della Lega, dove si è ribadita l’esclusione di un governo di larghe intese e che l’unica strada è quella del voto a gennaio o febbraio. Un’altra possibile ipotesi sarebbe quella di proseguire la legislatura con un nuovo leader e con una maggioranza allargata al Terzo Polo. Ma tale strada richiederà il consenso della Lega e di Gianfranco Fini, oltre che il beneplacito del Quirinale.

Ma il Cavaliere ora punto deciso al ricorso alle urne: “La fase che si apre è quella delle consultazioni da parte del Capo dello Stato. Ma questo è qualcosa che attiene alla responsabilità del capo dello Stato. Io prevedo che data la situazione di questo Parlamento, non si possa andare alla formazione di nessun altro governo successivo al nostro, ma che invece si andrà alle elezioni… Noi dobbiamo ritornare dai cittadini, in una democrazia si fa così, non è assolutamente pensabile che in una democrazia possono assumere responsabilità di governo le forze che hanno perso le elezioni”.

 

Luigi Ciamburro