Crisi: Obama chiama i leader europei e chiede a Napolitano delle dimissioni di Berlusconi

Barack Obama

CRISI: OBAMA – Il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è sempre più preoccupato della crisi economico-finanziaria che sta investendo i Paesi dell’Euro. La tempesta finanziaria che si è abbattuta sull’Italia, mandando lo spread sui titoli di stato a livelli drammatici, e che minaccia di estendersi anche ad altri Paesi europei, in primo luogo alla Francia, rischia di contagiare anche gli Stati Uniti, compromettendo un’economia da tempo in difficoltà. Per questo motivo Obama ha chiamato ieri i principali leader europei. Il presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, ha detto, infatti, che i problemi dell’economia Usa sono “molto seri” e potrebbero drammaticamente peggiorare qualora la situaizone economica europea dovesse aggravarsi.

Il Presidente degli Stati Uniti ha avuto colloqui telefonici con il presidente francese Nicolas Sarkozy, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente italiano Giorgio Napolitiano. Obama segue infatti con apprensione gli sviluppi della situazione in Italia, alle prese con la formazione di un nuovo governo. L’Italia è in questi giorni al centro dell’attenzione di tutto mondo, perché gli sviluppi della situazione politica ed economica del nostro Paese possono avere conseguenze sull’intera economia mondiale.

Come ha riferito il Quirinale in una nota, Obama ha chiamato Napolitano per essere informato sulla situazione politica italiana.

Il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha comunicato che il Presidente degli Stati Uniti ha espresso “fiducia sulla leadership del presidente Napolitano” e sostegno “per la messa a punto di un governo ad interim che attui un programma di riforme aggressivo che ristabilisca la fiducia dei mercati”.

Obama aspetta le dimissioni di Berlusconi. Come ha sottolineato un comunicato della Casa Bianca “il primo ministro italiano Silvio Berlusconi aveva detto in settimana che si sarebbe dimesso dopo l’approvazione delle misure di austerità da parte del parlamento”.

Valeria Bellagamba