Lega Nord: Roberto Maroni annuncia rottura con Pdl. Renzo Bossi: “Federalismo fiscale ad ogni costo”

 

LEGA NORD – Grandi manovre in casa Lega dopo la decisione di non appoggiare a occhi chiusi il nuovo esecutivo dell’economista Mario Monti e l’annuncio della riapertura del Parlamento della Padania per il prossimo 4 dicembre. Intanto già venerdì dovrebbe esserci la prima nuova mossa del Carroccio con l’ex ministro Roberto Maroni che diventerà il nuovo capogruppo del partito alla Camera al posto di Marco Reguzzoni, ruolo già ricoperto dal 2006 al 2008. Il ministro uscente ieri era presente alla presentazione dell’ennesimo libro di Bruno Vespa, dove ha ribadito l’incoerenza del nuovo esecutivo tecnico e la scelta della Lega di passare all’opposizione per essere coerente con il risultato e gli impegni elettorali stabiliti nel 2008. “Si era detto che il problema dello spread era legato a Berlusconi ma ora si vede che i problemi erano altri” e annuncia la possibile rottura con il Pdl dopo la nascita del governo Monti appoggiato da pidiellini e dal Partito democratico.

Lo stesso figlio del senatur, Renzo Bossi, parla di scelta di coerenza e si dice contrario all’ammucchiata che sta prendendo forma sotto il segno di mario Monti: “Papà ha fatto una scelta coerente con quella fatta anni fa quando sottoscrisse un programma ben chiaro agli occhi della gente… Noi di certo non andiamo a Roma per fare questa ammucchiata – ha aggiunto Renzo Bossi -. Noi siamo stati eletti con un programma ben chiaro ed è quello che perseguiamo”. Renzo Bossi spera che il nuovo esecutivo sia disposto ad accettare il federalismo fiscale, continunando la strada intrapresa con l’ex premier Berlusconi. “In caso contrario, come Regione virtuosa, la Lombardia deve chiedere la riapertura del tavolo contrattuale col governo di Roma, per acquisire tutte le competenze previste dal Titolo V della Costituzione”. Se non nasce dall’alto, il federalismo nascerà dal basso.

 

Luigi Ciamburro