Irlanda: il primo ministro Enda Kenny invitato ad incontrare le famiglie dei protestanti uccisi dall’Ira

Enda KennyIRLANDA DEL NORD – Il primo ministro irlandese Enda Kenny, durante il suo viaggio come capo del governo in Irlanda del Nord, è stato sollecitato ad incontrare le famiglie dei protestanti uccisi dall’IRA durate la stagione dei Troubles.
Il ministro unionista Danny Kennedy e il ministro Arlene Foster, appartenente al Democratic Unionist Party, hanno esplicitamente richiesto a Kenny di stabilire un incontro ufficiale con gli appartenenti alla comunità protestante dell’Ulster che hanno subito perdite di cari per mano di militanti dell’IRA negli anni cruciali della guerra civile nordirlandese.

La richiesta è arrivata dopo che ieri Enda Kenny si era espresso in merito all’omicidio di Pat Finucane, avvocato cattolico assassinato nel 1989 da alcuni esponenti di organizzazioni paramilitari lealiste appoggiate dall’esercito inglese, e, incontrando la vedova, aveva garantito il suo pieno appoggio nel tentativo di richiedere al governo britannico un’inchiesta che renda giustizia e chiarifichi definitivamente la vicenda.
Foster, incontrando ieri il primo ministro al North-South Ministerial Council, un’assemblea istituita durante gli anni del processo di pace il cui compito è quello di facilitare il dialogo tra Repubblica e Ulster, ha dichiarato di ritenere indispensabile che Kenny faccia visita alle famiglie delle vittime per chiedere scusa in merito all’operato dei governi precedenti, i quali non hanno fatto tutto ciò che avrebbero potuto per fermare gli omicidi.

In particolare Foster si riferisce agli attacchi terroristici avvenuti vicino alla frontiera tra i due paesi: “Riconosco l’esistenza di un buon sistema di cooperazione che ha garantito per anni una sorta di sicurezza lungo le linee di confine. Ma, allo stesso tempo, non è possibile che ad alcuni individui fosse permesso di uccidere persone in Irlanda del Nord e, venti minuti dopo, trovarsi a bere una pinta di birra in un pub a sud della frontiera nazionale.”

Nicoletta Mandolini