Spagna al voto: Rajoy pronto a guidare il Paese. Gli indignados invitano all’astensione

Puerta de Sol, Madrid

ELEZIONI IN SPAGNA – Domani gli spagnoli andranno al voto per le elezioni politiche anticipate. Si chiude così, offuscata dalla crisi economica, l’era di Zapatero. Il Premier uscente aveva rassegnato le dimissioni l’estate scorsa, anticipando la convocazione alle urne prevista per marzo 2012, a causa delle sempre più gravi difficoltà provocate dalla crisi internazionale, che ha letteralmente travolto la Spagna. Zapatero con le sue dimissioni ha voluto così assicurare la stabilità del Paese. Il tasso di disoccupazione spagnolo è il più alto d’Europa, il 21,5%, e dei senza lavoro quasi la metà (il 45%) sono giovani sotto i 25 anni. Non sarà facile per il nuovo Primo Ministro prendere in mano le redini del Paese.

Il grande favorito di queste elezioni è Mariano Rajoy, leader del Partito Popolare spagnolo, che si candida premier per la terza volta. “Sono pronto a essere il primo ministro di tutti gli spagnoli” ha dichiarato ieri Rajoy all’ultima manifestazione elettorale. Il leader del PP ha tuttavia messo in guardia i suoi concittadini sulla difficile situazione della Spagna: “Le cose non si aggiusteranno da un giorno all’altro”, ha detto. Rajoy ha chiesto a tutti gli spagnoli un “grosso sforzo” per il futuro, anche se ha voluto precisare che quello di domani non dovrà essere il voto “voto della paura” bensì il “voto della speranza”.

A sfidare il leader dei popolari ci sarà il candidato del Partito socialista Alfredo Rubalcaba, che ha preso il posto di Zapatero alla guida del partito. Rubalcaba ha esortato gli spagnoli a votare per i socialisti e non aspettare il “giorno dopo il voto per scendere il piazza a protestare contro i tagli del Governo della destra”. Il candidato socialista ha detto di essere “molto preoccupato che la destra possa conquistare il potere assoluto nel Paese”.

I sondaggi infatti sono sfavorevoli ai socialisti, il cui partito viene dato al 30% nelle intenzioni di voto, mentre i Popolari di Rajoy arrivano fino al 46%. In caso di ampia vittoria elettorale, il Partito Popolare potrebbe conquistare la maggioranza assoluta alla Camera, con oltre 190 deputati sui 350 totali. Per il Partito Socialista sarebbe la peggior sconfitta della sua storia.

Sulle elezioni incombe però l’ombra degli indignados, i giovani indignati spagnoli che lo scorso 15 maggio diedero vita all’occupazione della centrale Puerta del Sol di Madrid con le loro tende colorate, poi imitate in tutto il mondo dai vari movimenti di protesta contro il capitalismo e la finanza. Gli indignados sono tornati a farsi a sentire e hanno invitato i propri concittadini all’astensione dal voto. La piazza di Puerta del Sol è gremita di nuovo di manifestanti che impugnano cartelli con la scritta: “Né bianche, Né nulle, la soluzione è l’astensione”. Ieri notte a Puerta del Sol gli indignados del movimento Democracia Real Ya (Vera Democrazia Subito) hanno inscenato una singolare protesta,  un “grido muto” collettivo: “La chiamano democrazia ma non lo è”, recita il loro slogan. Altre manifestazioni sono previste oggi in diverse città del Paese, da Barcellona, a Malaga, Santander, Valladolid, Almeria e molte altre.

 

Redazione