Guerra in Libia: Al Qaeda avrebbe ucciso diversi consiglieri militari russi asssoldati da Gheddafi

Guerra in Libia

LIBIA: CONSIGLIERI MILITARI RUSSI DI GHEDDAFI – Il quotidiano algerino “En-Nahar” ha rivelato che durante la guerra in Libia, l’estate scorsa, Al Qaeda avrebbe ucciso diversi consiglieri militari russi assoldati dal colonnello Muammar Gheddafi. Le cellule in Libia dell’organizzazione terroristica islamica hanno infatti partecipato alla guerra a fianco dei ribelli libici, che sono poi risultati vittoriosi grazie all’aiuto dei bombardamenti della Nato contro il regime di Gheddafi.

Secondo il quotidiano algerino, i miliziani di Al Qaeda avrebbero ucciso numerosi consiglieri militari stranieri, provenienti anche dall’Ucraina e dalla Serbia, chiamati in Libia da Gheddafi per addestrare e aiutare i soldati mercenari africani arruolati per combattere in difesa del regime.

La ricostruzione di quanto accaduto è stata possibile grazie al ritrovamento di alcune lettere, risalenti all’estate, tra una cellula di Al Qaeda in Libia e il giordano Abu Mohammed al-Maqdisi, il muftì del gruppo terroristico. Nelle lettere si parla proprio dell’uccisione dei consiglieri militari, soprattutto russi, di Gheddafi. Al-Maqdisi, mentore di Abu Musab al-Zarqawi, entra ed esce dalle prigioni del regno di Giordania ed è considerato il leader spirituale del forum jihadista in internet degli “Ansar”.

In una delle lettere rinvenute, i miliziani libici di Al Qaeda chiedevano al muftì Al-Maqdisi una fatwa per poter uccidere i consiglieri militari russi, ucraini e serbi catturati durante l’estate nel corso dei combattimenti contro l’esercito di Gheddafi. “Durante la battaglia ne abbiamo uccisi diversi (di consiglieri militari ndr) – è scritto nella lettera  -, ma alcuni di loro sono stati catturati vivi. Abbiamo bisogno di una risposta rapida perché in verità alcuni Paesi arabi ci hanno chiesto di liberarli, mentre i capi tribù libici vogliono che li graziamo”. Poco dopo però uno degli ideologi di Al Qaeda, Abu Mundhar al-Shanqiti, diffondeva via internet un messaggio audio con cui chiedeva di “tenere tutti gli ufficiali stranieri catturati in vita perché potrebbero essere scambiati con i nostri arrestati dai russi in Cecenia”.

Redazione