Processo Ruby: i giudici milanesi considerano tutte le ragazze di Arcore come parti lese

Karima el Marough, in arte Ruby

PROCESSO RUBY: TUTTE LE RAGAZZE DI ARCORE SONO PARTI LESE – E’ una svolta sostanziale, quella impressa oggi dai giudici milanesi al processo Ruby. La quinta sezione del tribunale del capoluogo lombardo ha infatti deciso la notifica del rinvio a giudizio di Nicole Minetti, Lele Mora e Emilio Fede a tutte le ragazze che avrebbero partecipato ai festini di Arcore. Il che, in pratica, significa che le trentadue giovani donne sono da considerare come parti lese e che, volendo, potranno costituirsi come parti civili nel procedimento, iniziato proprio oggi, nei confronti della consigliera regionale della Lombardia, del talent scout e del direttore del Tg4, accusati di induzione e sfruttamento della prostituzione. La decisione è stata comunicata nel corso dell’udienza odierna e il collegio ha esplicitamente indicato come “vittime”, e dunque “persone offese”, le ragazze invitate alle feste organizzate presso la residenza dell’ex premier Silvio Berlusconi, a sua volta accusato di prostituzione minorile e concussione.

I giudici motivano la decisione sottolineando la necessità di proteggere la “dignità e la libertà della persona umana, con particolare riguardo alla libertà di autodeterminazione dei soggetti nella sfera sessuale”. Il collegio, inoltre, cita le “numerose convenzioni internazionali cui lo Stato italiano ha aderito in tema di tutela della libertà umana, di repressione della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento della prostituzione”. Tre delle ragazze (Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil) sono già state ammesse come parti civii ed ora anche le altre potranno seguire il loro esempio.

Non nasconde la sua soddisfazione l’avvocato Patrizia Brugnano, legale di Chiara e Ambra, che parla di “un provvedimento che farà storia dal punto di vista culturale”.

Redazione online