Inchiesta Enav: Borgogni, Cola e Di Lernia raccontano il sistema delle tangenti. Coinvolti Udc, An e Pdl

 

INCHIESTA ENAV – Le confessione dei personaggi coinvolti nell’inchiesta sulle tangenti Enav rischia di creare un terremoto politico capace di far crollare le fondamenta non solo dei partiti di maggioranza, ma anche dell’opposizione, Udc in particolar modo. Lorenzo Borgogni, il manager che manteneva i contatti con il mondo della politica per conto di Finmeccanica, sta collaborando con i magistrati e raccontando tutti i retroscena dell’ennesimo imbroglio del sistema economico e politico italiano, ormai vittima della partitocrazia che, quando si tratta di fiumi di denaro, non ha morale nè segni contraddistintivi. Lorenzo Borgogni parla di piccoli episodi di clientelismo, ma ben presto ci saranno risvolti maggiori e più profondi, come anticipano i pm Paolo Ielo e Alberto Caperna: “Vi è una conversazione telefonica intercettata dalla quale si evince con solare evidenza che il ruolo di Lorenzo Borgogni dentro Finmeccanica fosse anche quello di occuparsi di contribuzioni illecite al sistema dei partiti”.

Un altro collaboratore di giustizia, Lorenzo Cola, ex consulente personale del presidente di Finmeccanica (Pier Lorenzo Guarguaglini) racconta di un versamento di 300mila euro in contanti consegnati a Franco Bonferroni, membro del Cda di Finmeccanica in quota Udc, mentre il 2 febbraio del 2010 Tommaso Di Lernia avrebbe consegnato 200mila euro a Giuseppe Naro, tesoriere del partito di Pier Ferdinando Casini. Un rapporto ‘ancestrale’ quello con l’Udc che risale almeno al primo governo Berlusconi. Infatti Di Lernia ricorda: “Ricordo anche che in un’occasione, per appalti a Venezia, vennero assegnati lavori alla “Costruzioni e Servizi”, società vicina a Follini, all’epoca vicepresidente del Consiglio”. Ma Enav aveva anche un altro padrone, la vecchia An di Gianfranco Fini e Gianni Alemanno: infatti la Spa acquistò per 15 milioni di euro un ramo di ‘Optimatica’, società molto vicina all’ex ministro Altero Matteoli, offrendole poi appalti per circa 10 milioni di euro. Questa è sola la punta dell’iceberg, ma i partiti e i personaggi politici coinvolti smentiscono categoricamente ogni accusa.

 

Luigi Ciamburro