Crisi, Barroso: necessarie riforme strutturali e governance più severa, no a posizioni dogmatiche sugli eurobond

José Manuel Barroso
CRISI: BARROSO SU RIFORME E EUROBOND – Il Presidente della Commissione Ue, Jose Manuel Durao Barroso, è intervenuto oggi sulla grave crisi economica e finanziaria che si sta abbattendo sull’Europa e in particolar modo sui Paesi dell’area dell’euro (Eurozona). Per risolvere i problemi causati dalla crisi, e soprattutto per “tornare alla crescita, i Paesi membri devono darsi da fare per attuare i loro impegni sulle riforme strutturali“, così come è necessaria, ha sottolineato il Presidente della Commisione Ue, “una più profonda integrazione nell’eurozona“. Barroso, giusto una settimana fa, parlando al Parlamento europeo di Strasburgo aveva già definito “profondamente sistemica” la crisi che sta attraversando l’Europa, chiedendo “più impegno da parte di tutti e misure aggiuntive”. Oggi, il Presidente della Commissione europea ha ribadito che alle “sfide strutturali”, come quelle che l’Europa è chiamata ad affrontare, si risponde con “soluzioni durature, non solo d’emergenza”. Solo così “riusciremo a ristabilire la fiducia”. Barroso ha ricordato che “da gennaio scorso il quadro economico è molto peggiorato, c’è maggiore incertezza, ci sono maggiori rischi, la fiducia è diminuita e la ripresa è in fase di stallo”.

In merito alla dibattuta questione degli eurobond, che la Commissione europea, insieme ad alcuni Paesi membri, vorrebbe introdurre, ma a cui la Germania si oppone con tutte le forze (e oggi la cancelliera Angela Merkel è tornata sul punto per ribadire il suo categorico “nein”), Barroso ha affermato che tutte le discussioni in merito dovrebbero essere “affrontate con mentalità aperta, senza posizioni dogmatiche“. Proprio oggi, il Presidente della Commissione Ue ha presentato il cosiddetto “Libro Verde” sugli stability bond, altro nome dato agli eurobond per non irritare troppo la Germania. È “assurdo” pensare che gli eurobond siano contro la Germania, ha rimarcato Barroso. “È assurdo – ha aggiunto – considerare un dibattito serio su un tema tanto importante come qualcosa che va contro uno Stato specifico, che è l’economia più importante dell’eurozona e dell’Ue». Barroso ha poi voluto precisare che dal governo tedesco non c’è “assoluta opposizione” agli eurobond (o stbility bond): “Non sono d’accordo – ha detto -, anzi, dopo i contatti avuti, sono incoraggiato che le riserve riguardano i tempi“. “Questo vuol dire che sul merito non ci sono voci contrarie“. Anche se Barroso ha voluto comunque precisare che gli eurobond “non risolveranno i nostri problemi immediati e non potranno rimpiazzare le riforme necessarie”.

Il Presidente della Commissione Europea è poi tornato ad insistere sulla necessità di una “governance più severa” per sostenere l’euro, senza la quale “sarà impossibile sostenere una moneta unica”. Barroso ha poi affermato che la crisi attuale è dovuta al fatto che “gli Stati membri non hanno avuto la disciplina di rispettare gli impegni del Patto di stabilità e crescita”. E tra le proposte di regolamento per rafforzare la governance europea c’è quella di una “maggiore sorveglianza” sui bilanci dei Paesi dell’eurozona. In base a questa proposta, i Paesi dell’euro dovranno presentare la bozza di bilancio per l’anno seguente entro il 15 ottobre di ogni anno e qualora la Commissione Ue dovesse avere “seri dubbi” sull’adeguatezza dei bilanci, potrà richiedere ai Paesi interessati di rivedere la bozza e presentarne un’altra. Questa una delle proposte presentate oggi da Barroso e che ha sollevato subito la domanda se la Commissione europea abbia la legittimità necessaria per imporre una sorveglianza del genere sui bilanci nazionali. “Noi pensiamo di poterlo fare”, è stata la risposta di Barroso, “Se non è la Commissione, chi può farlo?”. “Se vogliamo mantenere la moneta unica – ha aggiunto – gli Stati che la condividono devono accettare che ci sono istituzioni indipendenti, con un potere da loro delegato“. “Non vedo un’altra istituzione in grado di rispondere alle questioni della governance”, ha insistito Barroso. Per assicurare la credibilità della zona euro “ci vogliono istituzioni forti che abbiano poteri delegati dagli Stati”, ha concluso il presidente della Commisione europea.

Valeria Bellagamba